Non c’è nessuno stop al progetto siciliano che porterà i medici neolaureati ad operare nei Pronto Soccorso dell’isola dopo un corso di formazione al Cefpas e completando la stessa formazione con un percorso di training on the job negli ospedali siciliani convenzionati, con retribuzione pari a quella degli specializzandi.

All’indomani della bocciatura di una norma prevista nel collegato alla Finanziaria regionale il mondo della sanità è andato in fermento. E’ stato necessario un approfondimento per comprendere che il ‘no’ dell’Ars non intaccherà minimamente il progetto dell’assessore Ruggero Razza al quale si guarda già con attenzione da molte parti d’Italia nonostante in Sicilia sia stato foriero di grandi polemiche a tutti i livelli.

La grande incomprensione riguarda il contenuto della riscrittura dell’articolo 28 del collegato alla finanziaria, una norma che, peraltro, non era neanche di iniziativa governativa. Proprio le riscritture continue hanno creato confusione. Ma alla fine la norma bocciata con il voto segreto riguarda sì il Cefpas ovvero l’Ente regionale di Formazione in sanità ma non tocca il percorso dei medici neo laureati verso l’impiego nei Pronto Soccorso. L’articolo in questione si limitava a mettere ordine normativa nella gestione dei dipendenti del Cefpas. L’articolo è stato bocciato e di fatto per il Cefpas non cambia nulla.

Procede a ritmo serrato, dunque, senza subire alcuno stop il percorso per i medici neo laureati al pronto Soccorso tanto che sono ormai 240 le domande giunte proprio al Cefpas da parte delle aziende sanitarie dell’isola per i corsi di formazione necessari ad impiegare questo personale medico. Adesso si lavora per organizzare le classi di formazione che saranno costituite da massimo 25 neo medici alla volta. Stabilita l’esigenza si potrà procedere alla emanazione del bando destinato ai neo laureati che vorranno partecipare a questo percorso formativo per coprire i 240 posti in questione (la ricognizione sta per essere completata e potrebbero essere anche qualcuno in più).

Non sarà, dunque, necessario nessun provvedimento amministrativo e nessun ipotizzato ‘schiaffo’ all’Ars per andare avanti e nei prossimi mesi vedremo sbarcare nelle aree d’emergenza i neo laureati alla loro prima formazione sul campo in regime di training on the job post corso.