Rompere il silenzio per tracciare la rotta di una nuova stagione sindacale nell’Isola. All’indomani del suo arrivo in Sicilia, Emanuele Ronzoni rilascia la sua prima intervista pubblica in qualità di Commissario straordinario della UIL regionale. E per farlo scegli Talk Sicilia
Chiamato dall’esecutivo nazionale guidato da Pierpaolo Bombardieri per gestire una fase complessa della struttura isolana – segnata negli ultimi mesi da forti tensioni interne e veleni – il leader sindacale traccia un bilancio netto e senza sconti sulle emergenze economiche e sociali che bloccano lo sviluppo della regione. Dalla piaga delle morti sul lavoro al contrasto del precariato e dei contratti pirata, fino alla difesa della sanità pubblica e alla crisi idrica: la ricetta del neo-commissario parte da un punto fermo: rimettere al centro “il sindacato delle persone” e pretendere dalla politica riforme strutturali, abbandonando una volta per tutte la stagione degli spot.

Emanuele Ronzoni – Commissario Straordinario Uil Sicilia
Le ragioni del commissariamento in Sicilia
Il meccanismo che ha portato al mio arrivo è stato molto lineare: la nostra organizzazione rispetta profondamente le scelte individuali e, quando sono giunte a Roma le dimissioni dell’ex segretaria generale della UIL Sicilia, Luisella Lionti, ne abbiamo preso atto. Abbiamo ritenuto che fosse giunto il momento di dare una scossa alla struttura nell’Isola. In qualità di segretario organizzativo della UIL nazionale, l’esecutivo e il segretario generale Pierpaolo Bombardieri mi hanno affidato l’incarico di guidare la struttura regionale in questa delicata fase di gestione straordinaria. Secondo il nostro statuto, questo provvedimento comporta la decadenza degli organismi eletti nell’ultimo Congresso Regionale; attualmente, la figura del legale rappresentante è interamente ricoperta dal sottoscritto.
La durata del mandato straordinario
L’obiettivo principale è rimettere in linea la struttura e far ripartire velocemente il lavoro della UIL in Sicilia. Al momento non siamo in grado di definire una tempistica precisa: valuteremo la situazione passo dopo passo, programmando un percorso d’intesa con i dirigenti delle categorie e delle strutture territoriali. L’orizzonte resta quello di restituire nel minor tempo possibile la piena autonomia e un nuovo gruppo dirigente alla UIL Sicilia, ma oggi non sarebbe serio indicare una data di scadenza precisa.
L’impatto delle lettere anonime e l’autonomia dalla CGIL
A essere del tutto franchi, noi non abbiamo mai dato seguito alle lettere anonime che hanno circolato in questi mesi. Quando queste missive giungono a Roma vengono accantonate senza nemmeno essere lette; siamo un sindacato democratico e chi ha un’opinione diversa può esprimerla negli organismi preposti. Questo fenomeno non ha influenzato in alcun modo il commissariamento.
Allo stesso modo, respingiamo con fermezza l’idea che la UIL sia la “stampella” di qualcun altro o che si limiti a seguire le decisioni della CGIL. La UIL vanta una linea autonoma e ben definita, basata sul merito delle questioni. Negli ultimi anni ci siamo affermati come un’organizzazione di riferimento per idee e capacità d’azione; semmai sono altre sigle a convergere sulle nostre intuizioni e sulle campagne che lanciamo per primi.
Emergenza sicurezza e morti sul lavoro
La sicurezza sul lavoro è una delle battaglie storiche della UIL, nata davanti a una statistica drammatica che fa registrare oltre tre morti al giorno nel nostro Paese. Per noi si tratta di una vera e propria strage. Davanti a responsabilità che spesso appaiono chiare, abbiamo chiesto formalmente l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro e l’istituzione di una Procura speciale dedicata. Troppo spesso ci troviamo di fronte a delitti dettati dalla ricerca del profitto a discapito della vita umana, come nei casi di manomissione dei sistemi di sicurezza dei macchinari avvenuti in Toscana o, recentemente, proprio qui a Palermo con il crollo di una gru.
Per fare prevenzione servono anche investimenti massicci per l’assunzione di ispettori. In Sicilia la situazione è drammatica: i dati ci dicono che un’azienda riceve un controllo serio in media ogni sette anni. È un lasso di tempo decisamente troppo lungo. Rilanceremo con forza la nostra campagna di sensibilizzazione anche nelle piazze siciliane, mostrando visivamente, attraverso delle bare, il numero esatto delle vittime registrate nell’Isola. Serve un atto di profonda responsabilità che metta a sistema la politica, i datori di lavoro e i lavoratori.
Il dialogo con la Regione, il precariato e il dumping contrattuale
Si dice spesso che la Regione Siciliana sia la più grande azienda dell’Isola per numero di dipendenti e mole di risorse finanziarie gestite, inclusi i fondi europei e il PNRR. Nell’incontro avvenuto con l’assessore D’Agnino in vista della legge di bilancio regionale, abbiamo apprezzato il metodo della consultazione preventiva, ma abbiamo ribadito che per la UIL esistono priorità non negoziabili. La prima è l’emergenza precariato: un governo deve investire sulla stabilizzazione dei lavoratori prima di concentrarsi su qualsiasi altra programmazione futuristica. In questo senso, consideriamo prioritario il completamento del percorso per portare a 36 ore l’orario di lavoro degli ex contrattisti.
La seconda richiesta tassativa riguarda l’introduzione di una precisa condizionalità per l’accesso ai contributi pubblici: le imprese devono poter beneficiare dei fondi solo se applicano rigorosamente i contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative (CGIL, CISL e UIL). Questa misura è l’unico strumento efficace per contrastare il dumping contrattuale e l’azione dei cosiddetti “sindacati gialli”, evitando la proliferazione di accordi al ribasso siglati da pseudo-organizzazioni che danneggiano i lavoratori.
La certificazione della rappresentanza e il caso dei sindacati autonomi
Il tema dei contratti pirata si lega alla necessità di regole certe sulla rappresentanza. A livello nazionale si sta completando una trattativa molto seria tra CGIL, CISL, UIL e le organizzazioni datoriali per certificare un sistema che stabilisca con chiarezza chi rappresenta chi, evitando che ai tavoli si siedano sigle che rappresentano solo se stesse.
L’amministrazione della Regione Siciliana presenta una particolarità, come il caso del Cobas Codir, un sindacato autonomo esclusivamente regionale che ad oggi risulta altamente rappresentativo. Noi rispettiamo profondamente la democrazia e le scelte dei lavoratori, ma vogliamo fare un’operazione di verità: invitiamo i dipendenti a verificare chi ha sottoscritto i loro contratti e chi ha garantito loro diritti e salari in questi anni, per poi decidere in totale libertà. Bisogna distinguere nettamente chi possiede una reale rappresentatività da chi si limita a siglare contratti di comodo.
L’emergenza del lavoro povero e la fiscalità locale
I contratti pirata alimentano la crescita esponenziale del lavoro povero, restituendo dati sull’occupazione falsati: oggi molte persone risultano formalmente occupate, ma non riescono ad arrivare alla fine del mese. Lo dimostrano i report della Caritas, che registrano un fenomeno preoccupante: a usufruire delle mense e delle attività di solidarietà oggi sono cittadini che hanno un regolare contratto di lavoro. Questa povertà non è più tollerabile.
Per sconfiggere il lavoro povero servono salari giusti e il rinnovo dei contratti collettivi. Per questo chiediamo nella legge di bilancio nazionale la detassazione degli aumenti contrattuali e il sostegno al potere d’acquisto delle pensioni, fermo da oltre vent’anni. Non serve una laurea alla Bocconi per capire che per far ripartire lo sviluppo economico bisogna aumentare la capacità di spesa dei cittadini.
Tuttavia, gli sforzi del sindacato rischiano di essere vanificati dalla fiscalità territoriale. In Sicilia l’addizionale regionale e comunale erode i benefici economici ottenuti in busta paga. Nelle prossime settimane chiederemo pubblicamente un confronto serrato ai sindaci e agli amministratori regionali per pretendere una riduzione della pressione fiscale locale.
Previdenza e nodi della riforma delle pensioni
Sul fronte della previdenza, si discute molto delle proposte del Consiglio dei Ministri, come l’ipotesi di innalzare lo scaglione fiscale o di consentire l’accesso alla pensione a 64 anni per un’ampia platea di lavoratori. Su questo argomento chiediamo un’operazione di assoluta verità: si possono ipotizzare tutte le riforme possibili per abbassare l’età pensionabile, ma l’aspetto cruciale è che il lavoratore non venga penalizzato dal punto di vista economico. Al momento si tratta ancora di annunci e indiscrezioni. Noi valuteremo i testi scritti, ma il vero nodo sarà capire l’entità del taglio sull’assegno per chi sceglie di uscire prima dal mondo del lavoro. In questo Paese non si può più andare avanti a spot pubblicitari; serve abbandonare gli interventi temporanei per creare riforme strutturali che guardino al futuro.
La UIL “Sindacato delle Persone”: sanità, casa e crisi infrastrutturali
Il sindacato non deve occuparsi soltanto di contratti, ma deve intervenire direttamente sul territorio. Abbiamo scelto di essere il “Sindacato delle Persone” per stare in mezzo alla gente e dare voce a chi non ne ha, al di l’à del colore della pelle, del credo religioso o politico. Questo significa occuparsi della vita dei cittadini a 360 gradi, affrontando temi storici come la casa, i trasporti e la sicurezza.
Chiederemo una forte assunzione di responsabilità alla classe politica siciliana e agli amministratori locali su tre fronti emergenziali. Il primo è la difesa della sanità pubblica e universale, un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione. Il secondo è l’emergenza abitativa, un problema drammatico che sta colpendo duramente la città di Palermo e l’intera regione. Il terzo riguarda le emergenze croniche dell’Isola, a partire dalla gravissima crisi idrica che mette in ginocchio il territorio, fino alla precarietà logistica legata alle periodiche eruzioni dell’Etna. Questi eventi provocano continui blocchi ai trasporti e ai servizi essenziali che dovrebbero essere superati stabilmente con una programmazione seria.
La proposta del ministro Musumeci sull’aeroporto di Catania
Infine, in merito alla proposta avanzata dal ministro Nello Musumeci di spostare l’aeroporto di Catania, la UIL non è preventivamente contraria a nessun tipo di progetto o di investimento a lungo termine. Tuttavia, vogliamo valutare la proposta nel pratico e carte alla mano, per verificare se un’operazione di tale portata comporti reali benefici o se, al contrario, rischi di creare gravi disagi per la collettività e per i lavoratori del settore.



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