E’ accusato di essere l’autore dell’omicidio al Cep, Giuseppe Lombardino, 61 anni, zio di  Francesco Paolo Lombardino, il quarantaduenne ucciso con un colpo di pistola  la notte tra giovedì e venerdì scorsa.

Secondo una prima ricostruzione degli agenti della Squadra mobile, il carpentiere del Cep è morto a causa di una rissa con un tossico della zona.

Ventiquattrore prima del delitto, il piccolo pusher che bazzicava nella zona dove vivevano i Lombardino era rimasto ferito a seguito di alcune coltellate alla schiena, pare inflitte proprio dallo zio, 61 anni, panettiere con accuse di spaccio.

Il giovane tossico la notte tra giovedì e venerdì è tornato sotto casa di Lombardino e ha iniziato ad urlare lanciare bottiglie.

I parenti della famiglia Lombardino, a questo punto, sono scesi in strada e hanno iniziato la caccia al giovane tossico. Giuseppe Lombardino si sarebbe portato con se una pistola, il nipote Francesco Paolo avrebbe optato per un coltello.

Una volta trovato il giovane tossico, Giuseppe Lombardino ha sparato un colpo. Il giovane è riuscito a schivare la  pallottola che è finita sulla gamba di Francesco Paolo che è poi morto dissanguato all’ospedale Cervello di Palermo, dove era stato trasportato poco dopo il ferimento.

Il depistaggio dei parenti è iniziato sin dai primi minuti del delitto. Invece di fare intervenire i soccorsi e chiamare il 118 hanno portato il ferito direttamente in ospedale con l’auto della sorella del ferito una Toyota Yaris.

Neppure sul modello e sul proprietario dell’auto i parenti, durante gli interrogatori, sono stati sinceri. Ai poliziotti che li interrogavano hanno raccontato che l’auto era di un automobilista che passava per caso.

Solo grazie alle telecamere gli agenti della squadra mobile si è riusciti a trovare il luogo del delitto che si trova ad un chilometro dall’abitazione della vittima.

Solo a questo punto dopo ore sono arrivati in via Benvenuto Cellini dove è stata trovata la chiazza di sangue.

 

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