Tensione davanti alla caserma dei carabinieri di Cinisi dopo il fermo del giovane accusato dell’omicidio di Paolo La Rosa. Molti hanno urlato contro i due cugini Alberto e Filippo Mulè che si trovano in caserma.

Alberto è stato fermato per l’omicidio. La posizione di Filippo è ancora al vaglio degli inquirenti.

Molti amici di Paolo si sono radunati sotto la caserma e hanno iniziato ad urlare e inveire contro i due giovani. La caserma è presidiata dai carabinieri antisommossa.

Durante la notte, in Piazzetta Titi Consiglio, fuori da un locale notturno del posto, e al culmine di una lite, è stato ucciso, con alcuni fendenti inferti con arma da taglio, Paolo La Rosa, 20enne di Cinisi. Il giovane è stato soccorso dai sanitari, ma è deceduto in ambulanza prima di arrivare all’ospedale Civico di Partinico.

I carabinieri, giunti immediatamente sulla scena del crimine appena allertati, hanno visionato le immagini dei sistemi di video sorveglianza del comune e di alcune attività private e raccolto numerose testimonianze per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto in quei momenti concitati.

Di seguito sono state condotte serrate indagini sotto il coordinamento della Procura, che hanno consentito di acquisire ulteriori e fondamentali indizi di reato per ricostruire la responsabilità di Alberto Pietro Mulè, 20enne.

Dopo incessante attività di ricerca, Mulè è stato rintracciato e bloccato nelle campagne di Camporeale. Sul posto anche il pubblico ministero che ha emesso a suo carico un fermo di indiziato di delitto in quanto ritenuto responsabile di omicidio.

Secondo una prima ricostruzione pare che gli investigatori abbiano riscontrato il collegamento con un episodio avvenuto lo scorso 7 settembre, quando, alle 5 del mattino, al pronto soccorso di Partinico si presentò Pierpaolo Celestre, 20 anni, residente a Borgetto (Pa), ferito a coltellate. Era stato accoltellato dopo una lite nella spiaggia Magaggiari di Cinisi.