Centoventicinque comitati in poco più di un mese, oltre mille cittadini coinvolti e una capillare rete di quartiere che unisce lo Sperone a via Zisa, passando per Ciaculli. La Lega di Palermo scalda i motori e lo fa partendo dal basso, con il progetto dei “Comitati per i diritti dei cittadini” promosso dal deputato questore all’Ars, Vincenzo Figuccia, e presentato in conferenza stampa a Palazzo dei Normanni.
Un’iniziativa che il parlamentare del Carroccio definisce “un esercito civico e pacifico” e che strizza l’occhio alle grandi visioni, evocando nientemeno che l’appello agli “uomini liberi e forti” di don Luigi Sturzo. Ma dietro il richiamo storico c’è la politica spicciola e, soprattutto, il nodo delle prossime scadenze elettorali per la guida della città.
Il nodo candidatura: “Se la coalizione chiama, non mi tiro indietro”
I numeri snocciolati durante l’incontro moderato da Antonio Palumbo parlano chiaro e accendono inevitabilmente i riflessori sulle ambizioni di Figuccia. Alla domanda su una sua possibile candidatura a sindaco di Palermo, il deputato leghista non si nasconde, pur mantenendo la prudenza tattica del caso: “Non è il momento dei nomi, ma di costruire la Palermo che vogliamo – frena Figuccia –. Se un domani la coalizione e i comitati dovessero chiedermi di assumere questa responsabilità, non mi tirerei indietro”.
Il messaggio agli alleati del centrodestra è lanciato: la Lega rivendica un ruolo centrale, forte di una struttura che punta a radicarsi in ogni angolo della città, presentandosi come alternativa alle “operazioni di palazzo”.
Dalle periferie al centro: i dossier sul tavolo
A testimoniare il lavoro sul campo sono stati i responsabili dei vari dipartimenti del movimento. Le segnalazioni raccolte spaziano dai disservizi quotidiani ai grandi progetti di riqualificazione. C’è il piano turistico e culturale attorno al Castello di Maredolce illustrato dal sociologo Giuseppe Giocaliero, ma ci sono soprattutto le risposte alle emergenze delle periferie: dal ripristino dell’illuminazione a Ciaculli alle linee bus rimesse in funzione allo Sperone, fino alla bonifica delle fognature davanti alle scuole in via Imperatore Federico.
La battaglia si sposta però anche sul piano legale. L’avvocato Massimo Campanella ha infatti annunciato una formale diffida indirizzata al Comune di Palermo sul tema della qualità della vita, mirata a colpire le storiche emergenze cittadine: rifiuti, carenza di illuminazione, arredo urbano e la gestione della movida. Sul fronte del sociale, Mimmo Crivello ha ricordato l’assistenza alle famiglie colpite dagli incendi e il trasporto per i disabili, sottolineando come i comitati stiano diventando un vero e proprio punto di riferimento per i quartieri.
L’asse con Roma e il progetto sui prossimi 10 anni
La strategia di Figuccia non si ferma alla risoluzione delle buche stradali. “Vogliamo costruire una visione di Palermo per i prossimi dieci anni e candidarla a capitale del Mediterraneo”, spiega il deputato. Un disegno che guarda anche a Roma: tra le iniziative collaterali è stato infatti avviato “Italia Competenze”, un progetto nato dopo un vertice con il sottosegretario Claudio Durigon per favorire l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro sul territorio.





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