I carabinieri del nucleo investigativo di Palermo hanno arrestato e portato in carcere Carmelo Barone, 60 anni, che era stato fermato lo scorso gennaio nel corso dell’operazione Bivio con la quale era stato dato un colpo alla famiglia mafiosa di Tommaso Natale lo scorso gennaio.

Il gip Lorenzo Jannelli dopo l’udienza di convalida aveva scarcerato Barone che insieme al figlio Andrea era accusato di tentato omicidio in concorso e porto abusivo di armi clandestine. La procura contro questo provvedimento ha presentato ricorso. La cassazione ha accolto il ricorso e i militari hanno portato Barone in carcere.

L’operazione Bivio dello scorso gennaio

A fine gennaio, la procura distrettuale Antimafia di Palermo ha emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di 16 indagati che sono stati tratti in arresto dai Carabinieri di Palermo questa mattina in quanto ritenuti a vario titolo responsabili dei delitti di associazione per delinquere di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsioni consumate e tentate aggravate, danneggiamento seguito da incendio, minacce aggravate, detenzione abusiva di armi da fuoco.

L’indagine

L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sui sostituti, costituisce l’ennesimo risultato di un’articolata manovra condotta dal Nucleo Investigativo di Palermo sul mandamento mafioso di Tommaso Natale e, in particolare, sulle famiglie di Tommaso Natale, Partanna Mondello e Zen – Pallavicino.

Il mandamento

Il mandamento di San Lorenzo in fibrillazione. Una sparatoria in pieno giorno allo Zen per cercare di mettere fine agli scontri al vertice. Diverse intimidazioni ai danni di imprese che stanno realizzando appalti pubblici. C’è tutto questo nella nuova inchiesta dalla procura distrettuale antimafia di Palermo che ha emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di 16 indagati che sono stati tratti in arresto dai carabinieri di Palermo questa mattina nell’operazione Bivio in quanto ritenuti a vario titolo responsabili dei delitti di associazione per delinquere di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsioni consumate e tentate aggravate, danneggiamento seguito da incendio, minacce aggravate, detenzione abusiva di armi da fuoco.

L’area interessata

L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sui sostituti, costituisce l’ennesimo risultato di un’articolata manovra condotta dal Nucleo Investigativo di Palermo sul mandamento mafioso di Tommaso Natale e, in particolare, sulle famiglie di Tommaso Natale, Partanna Mondello e Zen – Pallavicino.