L’Ospedale Di Cristina di Palermo, meglio noto come Ospedale dei Bambini, si trova in una zona ‘calda’ della città. Siamo ai confini dell’Albergheria, dove la vita è spesso difficile e la gente poco tollerante.

Adesso sembra che i residenti nutrano dei malumori contro il presidio sanitario tra le eccellenze della pediatria in Italia.

E’ quanto si apprende dal Giornale di Sicilia che riferisce di una denuncia presentata ai carabinieri dal direttore del Di Cristina, Giorgio Trizzino, per alcune minacce ricevute nel quartiere dagli operatori sanitari ed atteggiamenti che incutono timore.

Alcuni residenti avrebbero prelevato dai cassonetti di via Cadorna i sacchi dei rifiuti prodotti dall’ospedale e li avrebbero depositati davanti a uno degli ingressi della struttura, minacciando il personale delle pulizie di dare fuoco alla spazzatura se fosse stata nuovamente depositata in quei contenitori. Qualcuno avrebbe poi segato i cartelli stradali che vietano la sosta in via Mongitore per poter posteggiare nelle aree riservate all’ospedale.

Per il manager del Civico, che costituisce unica azienda sanitaria insieme al Di Cristina si tratta di gesti che vanno “oltre la semplice maleducazione e che interpreto come un’intimidazione”.

“Ritengo proprio per questo motivo – sottolinea Migliore al Giornale di Sicilia – che questo non sia un problema dell’ ospedale, ma della città. Siamo stati pazienti, comprensivi, ma anche i medici ora devono fare i conti con l’insicurezza di lasciare l’auto o la moto vicino al Di Cristina. Se qualcuno dovesse davvero incendiare i cassonetti di via Cadorna poi, saremmo costretti ad evacuare l’ospedale…”.

Per garantire la sicurezza di ospedale e personale, verranno installate altre quaranta videocamere di sorveglianza che si aggiungeranno anche a quelle già esistenti. Ma per Migliore una delle soluzioni potrebbe essere una presenza maggiore dei vigili urbani davanti l’ospedale. Il manager ha un progetto particolare per il Di Cristina: “Vorrei diventasse sempre più una struttura utile anche al quartiere, dove non si curino solo i bambini, ma ci si prenda cura di loro e degli altri residenti, anche con delle attività. In quest’ ottica, stiamo spingendo perché l’ area intorno all’ospedale venga pedonalizzata”.