Il Sindaco Leoluca Orlando, che era stato presente al primo allenamento della nuova squadra di calcio di Palermo a Petralia Sottana e che sarà presente alla prima partita ufficiale interna allo stadio Barbera il prossimo 8 settembre, non sarà presente questa sera allo stadio per la partita amichevole fra la squadra e le “vecchie glorie” rosanero.

Una notizia che non può non apparire come una chiara presa di posizione del primo cittadino nell’ambito della polemica sull’opportunità di far partecipare Fabrizio Miccoli all’evento.

Una polemica a più voci da una parte Maria Falcone e dall’altra la nuova società accusata di una certa ambiguità. Un’ambiguità smentita da una nota.

“Il Palermo e tutti coloro che lo rappresentano e vi operano sono chiari e netti nel condannare la mafia e la malavita, nonché il mancato rispetto della legalità in genere, quale che esso sia e in qualsivoglia forma si presenti” aveva scritto  in una nota la Società sportiva dilettantistica Palermo. “Le condotte di Miccoli – sostiene il club – per quanto caratterizzate da postume scuse o non ancora soggette a condanna definitiva fanno parte di una cultura che, non solo non è della realtà del nuovo Palermo, ma sono da questa società e da tutti coloro che la rappresentano e vi operano nettamente combattute, avversate e contrastate”.

La società rosanero che la presenza di Miccoli tra le vecchie glorie “è solo una scelta dovuta al rispetto della storia calcistica della città, scelta lungamente dibattuta all’interno della società e presa nel timore che, la decisione opposta, avrebbe significato falsare una verità storica sportiva (che di questo e di niente altro si tratta)”. Il club presieduto da Dario Mirri ribadisce la sua posizione sottolineando che “nessun dubbio e nessuna ambiguità” possono esserci sulla vicenda.

Piena condanna e assoluto sostegno alle attività della magistratura e delle istituzioni, nella consapevolezza che tutti, anche la Ssd Palermo, in tutto questo possono avere un ruolo, cercando di contribuire a cambiare sacche di incultura e mentalità capaci solo di frenare sviluppo e benessere per i cittadini e la nostra comunità. Ciò che ci sentiamo di potere dovere attuare senza timore alcuno, anche riconoscendo il merito, solo ed esclusivamente sportivo, a chi indubbiamente e obiettivamente lo ha acquisito”.