Il Palermo sta piano piano rinascendo. Ieri sono stati presentati l’allenatore e il direttore sportivo, nelle prossime ore verranno ufficializzati i primi acquisti, ma la vecchia proprietà del vecchio Palermo non si arrende. Per Tuttolomondo l’iscrizione dell’U.S. Città di Palermo in Serie B è ancora da ritenersi «sub judice», nonostante una sentenza definitiva in sede di giustizia sportiva e un primo ricorso respinto dal Tar del Lazio. Adesso la società controllata da Arkus Network ha deciso di rivolgersi al Tribunale amministrativo regionale della Sicilia, chiedendo di fatto l’estromissione della neonata SSD Palermo dal campionato di Serie D.

La società, rappresentata dagli avvocati Tedeschini, Di Ciommo e Pergolizzi, chiede l’annullamento del bando con cui il sindaco ha affidato alla Hera Hora di Mirri e Di Piazza la rinascita dei rosanero dal campionato dilettanti. La tesi difensiva, scrive l’edizione odierna de “Il Giornale di Sicilia”,  sarà basata sulla truffa per la mancata fideiussione, le contestazioni da parte della Covisoc però non sono solo sulla fideiussione, bensì sulle gravi inadempienze del club, scritte in cinque pagine. Lo scorso 12 luglio, data in cui la Figc ha sancito la radiazione dei rosa e contestualmente il Comune ha avviato le procedure che hanno portato alla nascita di una nuova società, per la ripartenza dalla Serie D.

I legali contestano una violazione delle norme per l’assegnazione del titolo di Serie D ad un’altra società cittadina e per loro sono provvedimenti «pienamente illegittimi, nonché gravemente e irreparabilmente lesivi». Per la vecchia proprietà «non è ancora intervenuta una pronuncia in forza della quale si possa ritenere definitiva la non ammissione in Serie B».

In sede sportiva, in realtà, l’iter si è esaurito col definitivo «no» del Collegio di garanzia dello sport del Coni. Al Tar, invece, è stata respinta una prima istanza cautelare per non pregiudicare lo svincolo dei tesserati e il 9 settembre si tornerà in aula. In più, il «vecchio» Palermo lamenta un «eccesso di potere» da parte del Comune, «in spregio ad ogni valutazione circa la posizione della società calcistica, che da sempre rappresenta la prima squadra della città». Società, che secondo gli avvocati delegati dal presidente Bergamo, «sta lottando per garantire alla città di essere rappresentata in Serie B». In realtà dovrà lottare per la sopravvivenza, considerando che il 22 agosto si terrà la prima udienza al Tribunale fallimentare.