Palermo si è fermata.

Lo ha fatto in silenzio, con gli occhi lucidi e il cuore spezzato, per salutare Alessia, la bambina di otto anni che per tutta la città era diventata il simbolo della forza, del coraggio e dell’amore infinito per i colori rosanero.

Alessia combatteva da anni contro una terribile malattia, affrontando ogni giorno con il sorriso battaglie troppo grandi per una bambina della sua età.

Eppure, nonostante il dolore, le cure e i ricoveri, non aveva mai smesso di vivere la sua passione più grande: il Palermo.

La Curva Nord era diventata la sua casa, i cori il suo modo di sentirsi viva, parte di una famiglia che l’aveva adottata come una figlia.

La sua storia aveva commosso tutta Italia.

Alessia non era soltanto una tifosa: era diventata il volto più puro dell’amore per una squadra e per una città. In ospedale cantava i cori rosanero insieme all’amico Joshua, scomparso troppo presto, e da quel momento aveva promesso di continuare a tifare anche per lui. (ANSA.it)

Negli ultimi mesi il Palermo, i tifosi e la città intera le erano stati accanto. L’abbraccio del pubblico del Barbera, i cori dedicati a lei, l’amicizia speciale con Jacopo Segre, gli ingressi in campo mano nella mano con i giocatori: momenti che resteranno per sempre nella memoria dei palermitani.

Ieri sera, intorno alle 23, Alessia ha concluso la sua battaglia terrena.

Ma il suo nome continuerà a vivere negli spalti dello stadio Renzo Barbera, tra quelle bandiere rosanero che lei amava con tutta sé stessa. La camera ardente verrà allestita proprio nello stadio che per lei era diventato un rifugio, un luogo di gioia e speranza, quasi una seconda casa.

E sarà lì che Palermo le renderà omaggio. Perché Alessia non era soltanto una bambina malata. Era la figlia di un’intera città. Una piccola guerriera che ha insegnato a tutti cosa significhi lottare senza perdere la dolcezza, amare senza chiedere nulla in cambio e affrontare il dolore con una dignità immensa.

Da oggi il Barbera avrà un coro in più.

Quello di chi continuerà a chiamarla per nome, come si fa con le persone che non se ne vanno davvero mai.

Ciao Alessia, piccola guerriera rosanero.