“Entro il prossimo fine settimana sarà in vigore una nuova ordinanza per regolamentare la movida a Palermo. Abbiamo affrontato con le associazioni di categoria tanti aspetti per cercare di coniugare il lavoro dei titolari dei locali e la sicurezza in città. Si punta sulla limitazione alla vendita dell’alcool oltre una certa ora e nel contrasto agli abusivi”.
Lo dice l’assessore comunale Giulio Forzinetti che insieme al comandante della polizia municipale Angelo Colucciello ha partecipato all’incontro con Confcommercio, Confesercenti e Assoimpresa al tavolo aperto dopo le indicazioni emerse dal comitato dell’ordine e la sicurezza in prefettura a Palermo.
“Per quanto riguarda l’orario di chiusura dei locali la questione è ancora sul tavolo. Invece gli esercenti hanno richiesto un maggiore presidio da parte delle forze dell’ordine che per loro rappresenta una garanzia per lo svolgimento del loro lavoro – aggiunge l’assessore – Comunque tra domani e dopodomani il nuovo provvedimento sarà pronto”.
Poi spetterà agli agenti della polizia municipale controllare il rispetto di quanto stabilito dalle norme e perseguire insieme alle forze dell’ordine quanti venderanno alcool oltre l’orario prestabilito. Sono previsti maggiori controlli nelle zone rosse.
Contro la chiusura dei locali anticipata già da ieri si erano levate più di una critica. Da parte delle organizzazioni di categoria e consiglieri comunali.
La VI Commissione Attività Produttive: “No a chiusura anticipata delle attività”
La VI Commissione Consiliare Attività Produttive del Comune di Palermo esprime forte preoccupazione rispetto all’ipotesi di introduzione di limitazioni agli orari delle attività commerciali e dei pubblici esercizi quale conseguenza degli ultimi episodi di violenza verificatisi nel fine settimana.
Pur comprendendo pienamente la necessità di rafforzare le misure di controllo del territorio e di tutela della sicurezza pubblica, riteniamo inaccettabile che il peso di tali criticità venga scaricato sulle attività economiche, sui lavoratori e sugli imprenditori che ogni giorno operano nel rispetto delle regole, garantendo occupazione, presidio sociale e vivibilità urbana.
Tale scelta provocherebbe necessariamente licenziamenti.
Non è pensabile che, di fronte a fenomeni criminali che devono essere contrastati con strumenti di prevenzione, controllo e repressione, si scelga di penalizzare chi lavora onestamente e contribuisce alla vita economica della città.
La sicurezza è un diritto dei cittadini, ma anche il lavoro, la libertà d’impresa e la sopravvivenza delle attività produttive rappresentano valori che le istituzioni hanno il dovere di difendere con equilibrio e responsabilità.
Per tali ragioni, la VI Commissione chiede un incontro immediato con il Prefetto di Palermo, dott. Massimo Mariani, al fine di avviare un confronto urgente e costruttivo che coinvolga le istituzioni cittadine, le associazioni di categoria, gli operatori economici e le forze dell’ordine.
La VI Commissione ribadisce la propria disponibilità a collaborare con tutte le istituzioni competenti per individuare strategie efficaci di controllo del territorio, potenziamento della videosorveglianza, contrasto alla criminalità e presidio delle aree sensibili, nel rispetto del diritto al lavoro e della libertà economica.
Doriana Ribaudo, gli esercenti non alla chiusura anticipata
In queste ore si legge che sia stata decisa la chiusura anticipata dei locali. Ad oggi nulla è stato deciso o è certo. La nostra posizione è contraria. E vi spiego perché: diverse settimane fa abbiamo incontrato, con una delegazione di colleghi di Via Isidoro La Lumia, il Prefetto ed anche l’ VIII circoscrizione. Abbiamo dettagliatamente fornito ogni indicazione utile e possibile soluzione per ciò che accade a notte fonda. Molti di loro hanno anche deciso di non vendere alcune bevande di esclusivo interesse di certa clientela. Abbiamo richiesto un presidio fisso a partire dalle 23.
È stata poi istituita la zona rossa, la cui effettiva concretizzazione è durata dalla mattina alla sera, oltretutto in ore in cui non serviva, lasciando scoperte le ore statisticamente più a rischio, non soltanto in via La Lumia, ma in tutta la città. Lo stesso film è avvenuto in tutte le zone a sorveglianza rafforzata. Abbiamo collaborato a 360 gradi con le istituzioni, non ci siamo mai sottratti, a volte andando contro i nostri interessi di esercenti, ma con un’idea ben chiara di comunità.
Non potremo accettare la chiusura anticipata dei nostri locali perché consapevoli che questo renderebbe la città ancora più buia e insicura. Non potremo accettare la chiusura anticipata dei nostri locali perché non si può penalizzare una intera categoria a fronte di una minoranza che va sanzionata duramente e spinta fuori dal mercato dalle stesse Istituzioni che ci convocano. Non potremo accettare la chiusura anticipata dei nostri locali perché noi siamo aziende in regola che convivono giorno e notte in mezzo a tante attività abusive che continuano ad operare serenamente e che continueranno a farlo ancora di più e che beneficeranno delle nostre chiusure anticipate. Chi è in regola abbasserà la saracinesca, chi invece vende alcolici in carretti e pozzetti abusivi continuerà a farlo come accade ogni giorno ed ogni notte.
Ciò non toglie che, come abbiamo sempre fatto, continueremo a collaborare con le istituzioni, come è giusto che sia, anche quando questo vorrà dire non trovarsi d’accordo, avere punti di vista differenti, ma non saremo mai contro le istituzioni perché in questo momento storico la gente perbene non può che stare dalla parte dello Stato e di chi lo rappresenta.
Vogliamo solo rispetto, quel rispetto che tanti di noi si sono guadagnati con il lavoro.
Non spacciamo, non procuriamo armi. Anche quando alcuni locali erano ambigui abbiamo da subito preso le distanze. Ma oggi generalizzare e colpire tutti darebbe un messaggio sbagliato: non serve scegliere la legalità, tanto poi si è come gli altri sol perché all’ingresso delle nostre aziende c’è scritto ristorante, bar o pub con tanto di scia. Chi invece esercita l’attività di bar, ristorante o pub pur essendo magari fruttivendolo o pescivendolo è libero di farlo.
M5Stelle, Chiediamo le dimissioni dell’assessore Forzinetti.
La sparatoria avvenuta in via La Lumia è un fatto gravissimo che impone una riflessione seria sulla sicurezza in città e sul fallimento delle politiche messe in campo dall’amministrazione Lagalla. È inaccettabile che, ancora una volta, si scelga di scaricare sui commercianti le proprie incapacità nel contrastare la diffusa illegalità.
Pensare di risolvere il problema restringendo gli orari dei locali significa accanirsi contro chi lavora onestamente, crea occupazione e tiene viva l’economia cittadina, senza affrontare le vere cause del degrado e della violenza. Le attività commerciali non possono diventare il bersaglio di provvedimenti punitivi utili soltanto a nascondere il fallimento politico di chi oggi governa Palermo.
Servono controlli, presidio del territorio, prevenzione e una strategia seria sulla sicurezza urbana, non misure propagandistiche che colpiscono indiscriminatamente interi settori produttivi.
Per queste ragioni riteniamo che l’assessore Forzinetti debba prendere atto del fallimento della propria azione amministrativa e rassegnare le dimissioni. Continuare a colpevolizzare esercenti e lavoratori per coprire l’assenza di risultati sul fronte della sicurezza rappresenta un atteggiamento irresponsabile che Palermo non può più permettersi».
Lo dichiarano Concetta Amella, Giuseppe Miceli e Antonino Randazzo.
Controcorrente, pieno sostegno ai titolari dei locali
I consiglieri comunali di Controcorrente, Giulia Argiroffi e Ugo Forello, esprimono “forte preoccupazione e pieno sostegno ai titolari di locali, pub e attività della movida cittadina, oggi in agitazione dopo quanto emerso nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Massimo Mariani, che avrebbe affrontato il tema di una possibile stretta sugli orari di apertura dei locali come misura di contrasto alla cosiddetta “malamovida”.
Riteniamo profondamente sbagliato — dichiarano Argiroffi e Forello — scaricare ancora una volta sui commercianti, sugli imprenditori e sui lavoratori del settore della ristorazione e dell’intrattenimento il peso dell’incapacità di gestire il fenomeno della malamovida. Anticipare gli orari di chiusura dei locali significa colpire attività che operano legalmente, pagano le tasse, garantiscono occupazione e contribuiscono alla vitalità economica e sociale della città.
Non si combattono degrado, violenza o abuso di alcol con provvedimenti improvvisati e punitivi. La malamovida si contrasta con presidi seri, continui e coordinati delle forze dell’ordine, con controlli costanti nelle aree più sensibili, con una presenza concreta dello Stato nelle ore serali e notturne e con un dialogo reale con gli operatori del settore.
Le frequenti risse che si registrano nelle aree della movida — aggiungono Argiroffi e Forello — spaventano gestori, avventori e residenti, privandoli della necessaria tranquillità per trascorrere una serata in sicurezza. Tutelare questi soggetti è essenziale ed è compito delle istituzioni garantire condizioni adeguate di sicurezza e vivibilità urbana.
È inaccettabile — proseguono i consiglieri di Controcorrente — che si continui a scegliere la strada più semplice e propagandistica, penalizzando chi lavora onestamente invece di affrontare il problema con strumenti adeguati e con una pianificazione seria della sicurezza urbana.
Argiroffi e Forello annunciano, inoltre, che porteranno la questione nelle sedi istituzionali competenti “per difendere i diritti degli esercenti e impedire misure che rischiano di desertificare ulteriormente il tessuto economico e sociale della città, senza risolvere realmente il problema della sicurezza”.






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