“Non sanno a che profondità scavare. Servirà una variante di progetto ai lavori”. Questo in sintesi è l’attacco della consigliera comunale del gruppo “Oso” Giulia Argiroffi relativo al debito fuori bilancio con il quale l’Amministrazione Comunale intende finanziare i lavori su via Matteo Bonello, strada del quartiere Papireto di Palermo chiusa al traffico dal dicembre scorso per problemi legati alla risalita d’acqua dal torrente sotterraneo.

Papireto, strada chiusa da cinque mesi

Cinquantunomila euro destinati ad una ditta di Monopoli che ha vinto il bando. Azienda già operante nel capoluogo siciliano in quanto aggiudicataria dei lavori di completamento del collettore Sud Orientale di via Imera e via Colonna Rotta. Fondi per il quale il Consiglio Comunale ha approvato la delibera il 5 maggio 2022. Lavori in somma urgenza sui quali l’esponente del gruppo “Oso” Giulia Argiroffi ha espresso tutte le sue perplessità nella live fatta sul posto venerdì 6 maggio.

“Abbiamo approvato un debito fuori bilancio di 51.000 euro. Ho votato contro alla delibera in maniera simbolica. Questo è il classico esempio di quelle che l’Amministrazione chiama emergenze abusando del termine. A tal proposito, il vocabolario definisce la parola ‘emergenza’ come ‘conseguenza di eventi imprevisti o imprevedibili’. Qui non c’è nulla di tutto questo. Le piogge di dicembre, che hanno causato la chiusura dell’area, non erano fuori dalla norma. Il problema è che non viene fatta la manutenzione ordinanaria o straordinaria. Quindi si ci ritrova in situazioni di gravissimo pericolo. Nell’area in questione al Papireto ad esempio, passano dei bambini che transitano dove non dovrebbero, visto che l’area dovrebbe essere interdetta da un’ordinanza sindacale”.

Il cratere in via Matteo Bonello

Cantiere, quello di via Matteo Bonello, che si è reso necessario in seguito agli allagamenti nella zona registrati del Papireto lo scorso autunno. Fatto che, il 12 dicembre 2021, ha costretto l’Ufficio Mobilità del Comune di Palermo a correre ai ripari. I dirigenti hanno imposto la chiusura totale al transito veicolare e pedonale degli assi viari di via Matteo Bonello nel tratto compreso tra la via Gioeni e piazza Domenico Peranni; e di via Gioiamia, nel tratto compreso tra piazzetta S. Cosmo alla via Matteo Bonello. Un’area, quella del cantiere, nella quale si è formata una voragine di un paio di metri di profondità. Ma il pericolo, a detta di Giulia Argiroffi, non si limita alle condizioni del manto stradale.

“Il cratere si è generato per l’effetto di sifonamento causato dall’acqua – sottolinea Giulia Argiroffi -. Il pericolo immediato riguarda la sede stradale e i due muri laterali, di cui uno dà su una piazza da cui si transita per recarsi anche all’Accademia delle Belle Arti. Tutto assolutamente prevedibile, visto che stiamo parlando di interventi previsti dal 2015. Questo è un pessimo modo di amministrare, che mette a rischio i cittadini, in particolare bambini e studenti, e che provocano sperpero di denaro visto che, andando in somma urgenza, si procede con affidi diretti”.

“Non si sa a che profondità bisogna scavare”

Così come riportato nel bando, gli interventi su via Matteo Bonello dovrebbero riguardare la caratterizzazione e la messa in sicurezza delle aree interessate; la predisposizione della strumentazione per il monitoraggio topografico; l’abbassamento del tirante idraulico del canale Papireto, nel pozzetto di via Papireto, tramite una pompa sommersa, che scaricgerà in pozzetti attigui; il trasferimento del flusso idraulico, quale recapito d’emergenza del Papireto, tramite il bypass realizzato nell’intervento del 2005 nei pozzetti a valle dell’ostruzione del canale mediante la realizzazione di una nuova condotta aggiuntiva;  il posizionamento di appositi palloni otturatori in corrispondenza dei pozzi di accesso al canale; il monitoraggio della pressione idrostatica sul muro di controripa.

Ma è proprio a proposito del cantiere che Giulia Argiroffi si pone dei dubbi, in particolare sulle specifiche dello scavo, poco chiare a suo parere. “Il debito fuori bilancio non riguardava soltanto la messa in sicurezza, ma anche un intervento di bypass sul fiume Papireto – ha sottolineato l’esponente di Oso -. L’Amministrazione effettuò già un primo intervento nel 2005. Allora, si scavò a monte. Oggi però servono nuovi interventi a valle. Il progetto è passato al vaglio della II Commissione. La cosa paradossale è che il progetto esiste in pianta ma non in sezione. Tradotto, il Rup ha dichiarato che ‘non si ha consapevolezza della profondità a cui bisogna fare l’intervento’. Quindi si dà in somma urgenza un lavoro che si sarebbe dovuto affidare come un qualsiasi accordo quadro, con una cifra che già si sa non sarà rispettata perchè non si sa a che altezza bisognerà scavare. Servirà quindi una variante, con un ulteriori esborso di cifre fuori bilancio”.