Pistole cariche nascoste tra le pochette e i contatori della luce, pezzi di carrozzeria stipati persino nelle cabine elettriche forzate. Lo Zen 2 si conferma un enorme magazzino a cielo aperto per la criminalità locale, ma il nuovo blitz degli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e del Commissariato “San Lorenzo” ha assestato un altro colpo agli affari illeciti del quartiere.
L’ispezione si è concentrata sugli spazi comuni dei padiglioni, quell’infinita rete di cunicoli, vani tecnici e sottoscala condivisi che permette a chiunque di nascondere refurtiva o armi senza rischiare una riconducibilità diretta. Controllando un ambiente adibito a vano contatori — già noto per passati ritrovamenti — i poliziotti hanno scovato pezzi di due Smart, telai di bici elettriche e un motoveicolo cannibalizzato. Poco distante, in uno sgabuzzino, la scoperta più allarmante: una semiautomatica calibro 8 e un revolver, entrambi carichi e pronti all’uso.
I controlli si sono poi estesi ai locali tecnici dell’Enel, trasformati in depositi abusivi con tanto di lucchetti scardinati per stivare pezzi di ricambio di una Fiat Panda e uno scooter. In un padiglione vicino è stato infine recuperato un Aprilia Scarabeo, già riconsegnato al proprietario. Mentre si cercano i titolari del restante materiale sequestrato, le armi sono finite sui banchi della Polizia Scientifica: le perizie balistiche dovranno chiarire se quelle pistole abbiano già sparato in recenti fatti di sangue.






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