Un peschereccio della marineria di Isola delle Femmine ha trovato il palangaro che secondo una prima verifica sarebbe stato calato dal peschereccio Nuova Iside disperso tra lunedì 11 e martedì 12.

Nel corso della battuta di pesca un altro peschereccio ha trovato impigliato nell’elica un’ancora che apparterebbe sempre del peschereccio di Terrasini scomparso. Sono queste le nuove notizie sulle ricerche di Capitaneria, aeronautica e marinerie nel tratto di mare da San Vito Lo Capo a Ustica dove i tre pescatori molto esperti stavano facendo una battuta di pesca.

Anche in queste ore gli uomini della Capitaneria di Porto hanno continuato le perlustrazioni nel tentativo di recuperare il corpo di Vito Lo Iacono, 27 anni, l’ultimo dei tre componenti dell’equipaggio di cui ancora non si hanno tracce. Sabato è stato ritrovato il corpo del padre, Matteo Lo Iacono, di 53 anni. Lo hanno avvistato i marittimi del traghetto Antonello Da Messina che collega tutti i giorni Palermo a Ustica. Il primo cadavere ad essere recuperato giovedì scorso era stato quello di Giuseppe Lo Iacono di 34 anni, sempre nel mare di Ustica.

Venerdì a Cinisi sono stati celebrati i funerali. I tre pescatori erano usciti per una battuta di pesca. Non vedendoli rientrare la famiglia aveva lanciato l’allarme. Adesso la famiglia con l’avvocato Aldo Ruffino chiede che si indaghi sulla scomparsa del peschereccio e sulla morte dei due componenti dell’equipaggio ritrovati morti. “Abbiamo chiesto l’autopsia sul corpo del capitano Matteo Lo Iacono – dice l’avvocato – Il palangaro mi dicono i pescatori che era integro. Una conferma che in quel tratto di mare è successo qualcosa di anomalo. Quel peschereccio e con quell’equipaggio non poteva affondare”.

Ieri a Casa Minutella ne hanno parlato i sindaci di Terrasini e Cinisi