Roberto Bruno, 50 anni, è imputato per usura. Non ebbe alcuna esitazione a picchiare e colpire violentemente ad Altofonte Alessio Nicola Pitti, che aveva appena donato parte del fegato alla sorella gravemente malata.

Il pestaggio era avvenuto davanti l’anziana madre della vittima. Che adesso conferma le accuse. Anche la sorella di Pitti accusa Bruno, originario di Altofonte, adesso processato dalla quinta sezione del Tribunale, presieduta da Luisa Anna Cattina. E sono accuse aggravate dal metodo mafioso e dall’agevolazione di Cosa nostra, perché in questa già brutta storia entra anche Salvino Raccuglia, fratello di Domenico, detto Mimmo Raccuglia. Proprio per conto del fratello del boss avrebbe agito stando a un’intercettazione ambientale, l’imputato, Bruno.

Il pm Gaspare Spedale ha così chiesto e ottenuto il rito immediato, dopo che l’ imputato era stato arrestato, esattamente un anno fa, quando gli inquirenti scoprirono che nel congelatore di casa teneva oltre 300 mila euro in contanti, oltre ad assegni e titoli di credito di provenienza più che sospetta.

Numerose le vittime di usura che puntano il dito contro Bruno, che è assistito dall’avvocato Gaspare Affatigato, mentre Alessio Nicola Pitti è parte civile, con il patrocinio dell’ avvocato Salvatore Gambino.
In aula, assistito da un perito, dovrà presentarsi anche un uomo di 85 anni, con gravi problemi di sordità.

Alessio Nicola Pitti, dopo aver denunciato il suo estorsore, aveva dovuto abbandonare Altofonte perché emarginato da tutti in quanto ritenuto ‘uno sbirro’.

A Bruno, Pitti si era rivolto in un momento drammatico della sua vita: la sorella malata, era stata sottoposta a trapianto e aveva dovuto superare una feroce depressione, lui che le aveva donato il fegato non aveva più potuto lavorare, e si era separato dalla moglie.

Gli erano stati così chiesti interessi usurari e per ottenerli l’ imputato avrebbe sottoposto Pitti a minacce e vessazioni, incurante del suo precario stato di salute.
L’usura è aggravata dal metodo mafioso e l’ imputato rischia una condanna molto pesante.