La diga di Villarosa rinasce con un maxi investimento da 700 milioni di euro. A renderlo possibile una firma storica apposta sull’accordo, siglato ieri sera nella sede del Libero consorzio comunale tra la Regione Siciliana ed Edison SpA. il colosso dell’energia. Il protocollo affida la gestione dell’invaso alla società almeno sino al 2056, con l’obiettivo di trasformarlo in un hub strategico per la transizione energetica e la resilienza idrica dell’isola.
Alla firma della convenzione erano presenti i vertici istituzionali e aziendali, tra cui l’assessore all’Energia Francesco Colianni, il direttore della Business Unit Idroelettrica di Edison Daniele Bellini, il presidente del Libero Consorzio di Enna e sindaco di Calascibetta Piero Capizzi, i primi cittadini di Enna e Villarosa, Vladimiro Crisafulli e Franco Costanza, e il direttore generale del dipartimento Acqua e rifiuti Arturo Vallone.
L’emergenza idrica sullo sfondo
L’accordo arriva in un momento cruciale per l’isola, segnato dai percorsi di uscita da una crisi idrica che ha messo in ginocchio l’agricoltura e razionato l’acqua potabile in decine di Comuni. Una crisi rispetto alla quale la parte peggiore è superata ma che nella Sicilia centrale permane soprattutto guardando all’agricoltura. La prolungata siccità, l’obsolescenza delle reti di distribuzione e il parziale inutilizzo di molti invasi regionali hanno reso la gestione dell’acqua la vera priorità dell’agenda politica siciliana. In questo scenario, il recupero strutturale di bacini fermi da tempo non è più solo un’opportunità industriale, ma una necessità vitale per garantire la sopravvivenza economica e sociale dei territori interni.
I numeri e l’impatto sul territorio
L’operazione rappresenta uno dei piani di investimento privato più imponenti mai visti sul territorio regionale, configurandosi come la prima opera in Italia negli ultimi 40 anni nel settore dei pompaggi idroelettrici.
Il piano di rilancio prevede cifre e interventi record:
- 700 milioni di euro di investimento complessivo da parte di Edison.
- Capacità quadruplicata: l’invaso passerà da 3 a oltre 11 milioni di metri cubi (di cui 5 milioni destinati a usi collettivi).
- 120 milioni di euro destinati alle comunità locali di Enna, Villarosa e Calascibetta sotto forma di royalties, inclusi 50 milioni di sovracanoni BIM e 5 milioni per misure di mitigazione.
- Zero costi per la Regione, che beneficerà del totale ripristino delle infrastrutture a carico del privato.
Il progetto tecnico: energia e acqua per l’agricoltura
Il piano industriale prevede il recupero funzionale della diga Morello (attualmente inutilizzata) attraverso la creazione di un nuovo bacino a monte da 3,1 milioni di metri cubi. Le due infrastrutture saranno collegate tramite condotte idrauliche sotterranee a una centrale ipogea che ospiterà i macchinari per la generazione idroelettrica. L’opera è talmente strategica da essere stata inserita dalla Commissione Europea tra i Progetti di interesse comune.
Sul fronte idrico, l’assessorato ha già finanziato la progettazione dell’interconnessione tra l’invaso di Villarosa e la diga Oliva per garantire l’approvvigionamento irriguo dell’area interna. Un’azione che si inserisce nel più ampio piano del governo Schifani che ha visto finanziare anche i collegamenti Ancipa-Pozzillo e Cimia-Disueri per una gestione razionale dell’acqua in Sicilia.



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