Nuovo passo avanti per l’iter burocratico del Ponte sullo Stretto di Messina. Entro il mese di settembre, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) e la società Stretto di Messina avvieranno ufficialmente l’istruttoria propedeutica alla delibera del Cipess per l’approvazione del progetto definitivo della mega infrastruttura. Lo ha reso noto lo stesso ministero guidato da Matteo Salvini attraverso una nota ufficiale.
L’annuncio arriva a valle di un incontro strategico tra il ministro Salvini, il presidente della società Stretto di Messina Maurizio Basile, l’amministratore delegato Pietro Ciucci e i dipendenti della struttura. Durante il vertice, il titolare del Mit ha espresso profonda soddisfazione per l’andamento del lavoro svolto, evidenziando il pieno rispetto delle osservazioni formulate dalla Corte dei Conti e il recente traguardo del parere favorevole incassato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
La tabella di marcia verso i cantieri
Ottenuto il necessario visto di legittimità, la delibera del Cipess diventerà efficace a tutti gli effetti, sbloccando la fase operativa. Secondo il cronoprogramma del ministero, questo passaggio consentirà di dare il via alla fase realizzativa vera e propria entro la fine dell’anno. I prossimi step prevedono la redazione della progettazione esecutiva e la contestuale partenza del Programma delle opere anticipate, con l’obiettivo di aprire l’infrastruttura al traffico nel 2034 dopo sette anni e mezzo di lavori.
Il fronte del Sì: “Una svolta storica per l’isola”
A sostenere con forza l’accelerazione dei passaggi burocratici già nelle scorse settimane e nei precedenti passaggi propedeutici ad arrivare ad oggi è stato anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. Il governatore ha ribadito l’impegno finanziario e politico dell’ente regionale: “Il Ponte s’ha da fare. Ci crediamo, lo sosteniamo, lo abbiamo cofinanziato con un miliardo e 300 milioni in cassa”.
Secondo Schifani, l’accelerazione rappresenta “svolta storica verso la realizzazione di un’opera strategica, attesa da decenni e capace di rivoluzionare il futuro della Sicilia e del Mezzogiorno”, indispensabile per spezzare definitivamente l’isolamento infrastrutturale dell’isola
Le opposizioni all’attacco: “Risorse sottratte alle vere emergenze”
Sul fronte opposto, le forze di minoranza e i comitati territoriali No Ponte continuano a contestare radicalmente l’utilità e la sostenibilità economica dell’opera. Tra le voci più critiche si conferma quella di Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, il quale denuncia la gestione dei fondi stanziati per il collegamento stabile: “I 14,5 miliardi? Servono a mettere in sicurezza Sicilia e Calabria”. Secondo l’esponente dell’opposizione, la priorità assoluta per il Mezzogiorno dovrebbe essere lo stanziamento di risorse per contrastare le emergenze idriche, idrogeologiche e sanitarie che colpiscono quotidianamente i cittadini, piuttosto che il finanziamento di un’opera giudicata non prioritaria






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