Avrebbero maltrattato bambini di 3 e 4 anni, non risparmiando loro insulti, forse schiaffi e tirate d’orecchio.
Si tratta di una maestra e tre assistenti dell’asilo Petrarca di via Giusti a Palermo.

Per la Procura i maltrattamenti sarebbero confermati da una intercettazione ambientale del febbraio 2016 il cui contenuto viene pubblicato dall’edizione odierna del Giornale di Sicilia.

Era stato il padre di un bambino, insospettitosi dopo aver notato nel figlio una grande afflizione, a mandare il piccolo a scuola con un registratore addosso.

L’intercettazione è stata depositata in vista dell’udienza preliminare che si terrà a breve e che riguarda Anna Parisi, 39 anni, Maria Teresa Vitrano di 48, Giuseppa Montalto di 59 anni e Melania Caruso di 45.

“Ti svito la testa”, “ti spacco la faccia”, e ancora “ti tiro una sedia” e “sei un cretinoide”: sarebbero alcune delle frasi pronunciate dalle quattro donne.

A denunciare i presunti maltrattamenti, il proprietario della scuola paritaria, Luciano Anello, che aveva già allontanato le dipendenti. A dare avvio alle indagini gli esposti dei genitori di quattro bambini.

La trascrizione dell’intercettazione, effettuata da un consulente dei pm Giorgia Righi e Sergio Mistritta, consta di 174 pagine e ripercorre una giornata scolastica tipo del bambino che aveva addosso il registratore.

L’esperto annota pianto di bambini” e “urla” ma anche fasi in cui il clima in aula sembra essere tranquillo, con le quattro donne accusate che chiamano “gioia” e “amore” i piccoli alunni.

In un punto della trascrizione, il consulente scrive che il bambino “sembra subire qualche colpo, lamentarsi e piangere, poi sembra essere allontanato dal gruppo, la maestra incita i bambini a dire ai genitori di non volerlo come compagno”. Dice una voce adulta: “Dovete andare a casetta e dire ai vostri genitori che lui fa male e che non lo volete come compagno… Glielo dici poi a papà quando ti viene a prendere, amore?”.

In un altro punto dell’intercettazione si sente: “Stai fermo, ti ho detto. Hai capito? (con tono severo)” e poi “la smetti di fare lo stupido?” e “guarda lui come si sta divertendo e tu qua seduto (con tono sarcastico)”, “tanto là non ci vai tu, stai tranquillo… A me non devi sfidare, ok? (con tono minaccioso)”.

Poi, da quanto si sente, sembra che il bambino venga allontanato: “Vai fuori tu (pianto di bambino, si apre la porta). Papà lo fa così, nel corridoio ti chiude fuori (pianto di bambino) e fa bene, io lo capisco (pianto di bambino)!”. Viene registrato anche un commento tra le imputate: «Tu u pigghi pi deficienti addu picciriddu», dice una e l’altra risponde: «Per com’è (risata)!».

I rimproveri registrati sono innumerevoli. Adesso bisognerà attendere l’esito dell’udienza preliminare.