“Conoscere per giudicare, vedere per condannare”: è questo il titolo dell’incontro che si terrà a Palermo lunedì 19 gennaio, presso la sala conferenze dello Studio Legale CDRA, in via Caltanissetta 2/D. Un’iniziativa pubblica aperta alla cittadinanza, dedicata alla presentazione del Progetto di Legge Sciascia-Tortora, pensato per rendere più consapevole e umana la formazione dei magistrati italiani.
L’evento rientra in un ciclo di incontri nazionali promosso da un ampio fronte di realtà civili e giuridiche: Associazione Amici di Leonardo Sciascia, ITALIASTATODIRITTO, La Società della Ragione, Fondazione Internazionale per la Giustizia Enzo Tortora e Unione delle Camere Penali Italiane.
Una proposta bipartisan per formare magistrati più consapevoli
Il Progetto di Legge Sciascia-Tortora, sottoscritto da un centinaio di professori, avvocati e personalità della cultura e della giustizia, è stato depositato alla Camera dei Deputati il 25 settembre 2024 (atto n. 2060), con il sostegno trasversale di un gruppo bipartisan di parlamentari appartenenti a diverse forze politiche. Tra i firmatari figurano:
- +Europa: Benedetto Della Vedova, Riccardo Magi;
- Forza Italia: Maria Paola Boscaini, Enrico Costa, Pietro Pittalis, Giorgio Mulè;
- Partito Democratico: Debora Serracchiani, Marianna Madia, Cosimo Maria Ferri Gianassi, Lia Quartapelle Procopio;
- Italia Viva: Maria Elena Boschi, Roberto Giachetti;
- Noi Moderati: Mara Carfagna, Alessandro Colucci, Maurizio Lupi;
- Alleanza Verdi Sinistra: Angelo Bonelli, Filiberto Zaratti.
Il progetto si basa su due punti centrali:
- un tirocinio obbligatorio di quindici giorni all’interno di carceri italiane, comprensivo di pernottamento, per far vivere ai futuri magistrati un’esperienza diretta e immersiva;
- lo studio della disciplina penitenziaria e della letteratura dedicata alla giustizia, per comprendere meglio le implicazioni culturali, etiche e sociali del ruolo giudicante.
La proposta prende corpo da un’affermazione di Leonardo Sciascia, pronunciata durante il caso Tortora: “un rimedio, paradossale quanto si vuole, sarebbe quello di far fare ad ogni magistrato, una volta superate le prove d’esame e vinto il concorso, almeno tre giorni di carcere tra i comuni detenuti”.
Un’idea che oggi si traduce in una proposta concreta, con l’obiettivo di integrare l’esperienza umana alla formazione tecnica, restituendo profondità al ruolo della magistratura nella società.

Palermo, simbolo della giustizia da riformare
La scelta di Palermo come tappa di presentazione non è casuale. Sciascia aveva in mente proprio il carcere dell’Ucciardone quando parlava delle condizioni di detenzione come elemento imprescindibile per comprendere davvero cosa significhi giudicare.
La città assume così un valore simbolico forte, legato sia al pensiero dello scrittore, sia alla lunga storia giudiziaria in Sicilia.
L’incontro sarà coordinato dall’avvocato Carlo Comandè, e si aprirà con i saluti istituzionali di:
- Dario Greco, Presidente Ordine Avvocati di Palermo;
- Ermanno De Francisco, Presidente Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Sicilia;
- Luigi Miceli, Unione delle Camere Penali;
- Simona Viola, Presidente Amici di Leonardo Sciascia;
- Francesca Scopelliti, Fondazione Internazionale per la Giustizia Enzo Tortora.
Seguiranno le relazioni principali, moderate dall’avvocato Nino Caleca, con gli interventi di:
- Guido Camera, Presidente ITALIASTATODIDIRITTO;
- Massimo Naro, Professore della Facoltà Teologica di Sicilia;
- Fabio Prestopino, Direttore del Carcere dell’Ucciardone;
- Mario Serio, Garante nazionale dei detenuti;
- Riccardo Ursi, Professore di Diritto Amministrativo all’Università di Palermo;
- Vincenzo Vitale, Avvocato e Professore di Filosofia del diritto.
Il pomeriggio si concluderà con una tavola rotonda, moderata da Riccardo Arena, caporedattore del Giornale di Sicilia, a cui parteciperanno:
- Giorgio Mulè, Vicepresidente della Camera dei Deputati;
- Davide Faraone;
- Carolina Varchi;
- Benedetto Della Vedova.
Le conclusioni saranno affidate al Professor Giovanni Fiandaca, Emerito di Diritto Penale dell’Università di Palermo.
L’iniziativa vuole riportare al centro il senso profondo del diritto: non solo come sistema di regole, ma come esercizio di responsabilità umana. La conoscenza del carcere, intesa come esperienza concreta e non solo come nozione astratta, è vista come strumento di consapevolezza e giustizia autentica.
L’ingresso all’evento è gratuito, ma è necessaria la registrazione all’indirizzo email: segreteria@amicisciascia.it.






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