Una scelta nel segno del fair play istituzionale
Gestire la complessa macchina amministrativa di un grande Ateneo meridionale richiede un impegno a tempo pieno, incompatibile con la costruzione di una campagna elettorale a lungo raggio. Dimettendosi volontariamente con largo anticipo rispetto alla scadenza del mandato rettorale (fissata a ottobre 2027), Enrico Napoli ha scelto la via della massima trasparenza.
Questa mossa gli permette di muoversi liberamente tra i vari dipartimenti, ascoltare le diverse anime della comunità universitaria e tessere alleanze, senza che la sua attività elettorale possa in alcun modo sovrapporsi o influenzare l’azione quotidiana della governance uscente, di cui resta uno dei massimi e più stimati esponenti.
A conferma del clima di stima reciproca vi è stato il caloroso ringraziamento pubblico espresso dal rettore Midiri, che ha voluto sottolineare la dedizione, la competenza e la passione con cui Napoli ha coordinato l’Ateneo negli ultimi cinque anni.
La conferma di Napoli a BlogSicilia
Contattato da BlogSicilia Enrico Napoli conferma le sue intenzione come dato assodato: “L’Università di Palermo ha vissuto un periodo di grande crescita non solo in termini numerici ma anche di reputazione. Nonostante c’è ancora tanto da fare. Ritengo di aver maturato una conoscenza rilevante dell’Ateneo nelle mie esperienze pregresse, l’ultima delle quali è stata da Pro Rettore. Andiamo incontro ad un periodo nel quale ci sarà una disponibilità di risorse sicuramente inferiore rispetto agli anni appena passati. Dunque si tratta di una sfida che mi sento pronto ad affrontare”.
Continuità e confronto: la fisionomia della sfida per il 2027
Con questo scenario, la corsa per il rettorato di UniPa inizia a configurarsi attorno a profili di altissimo spessore scientifico e amministrativo, offrendo all’elettorato opzioni chiare e strutturate:
- L’esperienza e la stabilità amministrativa sono le caratteristiche della discesa in campo di Enrico Napoli vissuta come la naturale capitalizzazione di cinque anni di gestione. Il suo profilo di ingegnere, unito alla profonda conoscenza dei bilanci e della pianificazione strategica dell’Ateneo, si propone come un punto di riferimento per chi auspica una transizione fluida e il completamento dei grandi progetti avviati dall’amministrazione Midiri.
- L’evoluzione e la novità metodologica sono invece i temi della candidatura che si sviluppa sul fronte opposto, quella di Valeria Militello, ordinaria di Fisica Applicata, che ha scelto di muoversi d’anticipo proponendo una svolta storica al femminile, estranea al tradizionale asse Medicina-Ingegneria, e basata su un modello di governance partecipato e fondato sulla “gentilezza autorevole”.






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