Ventisettemila e 66 pratiche trasmesse. Tanti sono i decreti di Cassa integrazione in deroga che la Regione siciliana ha trasmesso all’Inps nell’ultimo rilevamento di ieri pomeriggio. A circa due mesi da quel decreto d’emergenza che doveva servire a garantire un reddito per marzo e aprile i lavoratori bloccati dall’emergenza covid19 ci sono ancora pratiche in attesa e persone che non solo non hanno visto un euro ma che addirittura non hanno idea di quando la loro pratica cassa integrazione potrà essere ‘lavorata’ dagli uffici.

Una accelerazione è stata impressa dopo le polemiche ma all’ultimo rilevamento lo stato di avanzamento parla di due terzi delle pratiche evase dalla Regione.

Nel complesso l’Inps siciliana ha già autorizzato 11.758 ore di cassa integrazione per 56,.364 lavoratori per un importo complessivo di 95 milioni e 240 mila euro. Di fatti siamo a ridosso dell’esaurimento delle risorse messe in campo dalla Regione che ammontano a 100 milioni.

Ma se le risorse sono quasi finite le pratiche, invece, no. Delle 27.066 trasmesse 25.270 sono state soddisfatte mentre 1796 sono ancora da istruire all’Inps o da restituire per rettifiche e correzioni mentre in base ai dati regionali mancano ancora oltre 12mila pratiche. Una parte di queste sono errate o duplicate ma ne resta una quota che rischia di non rientrare nelle erogazioni per mancanza di risorse.

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A questi dati vanno aggiunti gli altri interventi dell’Inps in Sicilia con il pagamento di 316.216 bonus da 600 euro. In questo Catania fa la parte del leone con 66.913 bonus erogati seguita da Palermo ben distanziata con 11 mila bonus in meno e da Messina dove i bonus sono 40mila. Ancora sono 21.051 pratiche di cassa integrazione ordinaria evase e solo 800 da evadere e 6774 integrazioni al reddito evase su 8.683 richieste. Infine sono 126mila 184 i pagamenti diretti per un valore di oltre 64 milioni e mezzo

 

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