“Sono 776 gli infortuni sotto la gestione Rap, perché nonostante i mezzi siano da rottamare, per responsabilità i lavoratori li utilizzano lo stesso perché altrimenti si fermerebbe la raccolta e la manutenzione strade, lavoratori, che, fra l’altro, prestano servizio senza, spesso, tutti i dispositivi di sicurezza previsti per legge”. Così la Fit Cisl interviene dopo la diffusione di notizie di stampa sul numero degli infortuni dei dipendenti Rap.

“Sono insopportabili e inaccettabili le illazioni apparse oggi su alcuni quotidiani – spiega Dionisio Giordano segretario regionale Fit Cisl Ambiente – circa i 270 lavoratori Rap temporaneamente inidonei. Va innanzitutto ricordato, con la dovuta e seria evidenza, che si tratta di giudizi espressi dal medico competente dell’azienda e non da medici di famiglia. Va ricordato, che molto spesso tali giudizi del medico aziendale sono successivi a episodi di infortunio sul lavoro, ben 776 negli ultimi due anni , percentuali anomale frutto di in un’azienda che priva i lavoratori dei più elementari strumenti di sicurezza. I dispositivi infatti non vengono distribuiti – aggiunge Giordano – i mezzi sono in servizio nonostante fossero già stati annoverati per il macero”. “Adesso basta – aggiunge Giordano – , non resta a questo punto che porre fine a questo senso di responsabilità verso la città, se il risultato è che i lavoratori vengono fatti oggetto di attacchi privi di fondamento, anche quando non hanno colpe” .

La Fit aggiunge “per quanto riguarda quei pochi che continuano a non capire che avere un lavoro oggi è un miracolo, chi ha sbagliato ha pagato anche con il licenziamento”. “La stragrande maggioranza dei lavoratori è spesso in servizio anche con ore aggiuntive per sopperire alla carenza e fatiscenza dei mezzi , i dati dello straordinario imposto dall’azienda sono lapalissiani. Invitiamo pertanto i vertici della Rap a smentirci se fossero in possesso di dati diversi, piuttosto, sarebbe il caso di ringraziare i lavoratori – conclude Giordano- – per la quotidiana disponibilità nonostante le carenze evidenziate nelle assemblee di un anno e mezzo fa, ancora oggi non risolte. Ai media rivolgiamo l’esortazione ad una informazione a tutto tondo e non parziale “.