Un intervento ad alta complessità, eseguito in una fase molto precoce della gravidanza, ha consentito di trattare con successo una grave anemia fetale e di offrire al nascituro la possibilità di proseguire il proprio sviluppo in utero. È quanto realizzato nei giorni scorsi dall’Unità Operativa Semplice di Medicina Fetale e Diagnosi Prenatale dell’Ospedale Cervello, afferente all’UOC di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Cervello.

Una severa anemia fetale

La procedura si è resa necessaria in seguito a una severa anemia fetale causata da isoimmunizzazione materno-fetale anti-D, condizione nella quale gli anticorpi materni attraversano la placenta determinando la distruzione dei globuli rossi del feto. In assenza di un trattamento tempestivo, la patologia può evolvere rapidamente fino a provocare scompenso cardiaco, idrope fetale e morte intrauterina.

L’intervento, eseguito sotto costante guida ecografica, è consistito nell’introduzione di un sottile ago nella vena ombelicale per effettuare una trasfusione di sangue compatibile direttamente al feto, correggendo l’anemia e consentendo la prosecuzione della gravidanza.

Gestazione neanche al quinto mese

La procedura riveste particolare rilievo in considerazione dell’epoca gestazionale, appena 18 settimane, nella quale le ridotte dimensioni del feto rendono l’intervento estremamente delicato e tecnicamente complesso.

L’équipe che ha eseguito la procedura è composta dal dott. Francesco Picciotto, responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Medicina Fetale e Diagnosi Prenatale, con le dottoresse Emanuela Orlandi, Valentina Cigna e Maria Elena Mugavero. Il percorso assistenziale è stato affiancato dal supporto della psicologa Susanna Marotta, che accompagna le coppie durante tutte le fasi diagnostiche e terapeutiche.

Monitoraggio specialistico della paziente

La paziente continuerà il proprio percorso assistenziale attraverso un monitoraggio specialistico ravvicinato e, qualora necessario, sarà sottoposta a ulteriori trasfusioni intrauterine fino al raggiungimento di un’epoca gestazionale compatibile con la nascita.
L’Unità Operativa Semplice di Medicina Fetale e Diagnosi Prenatale opera all’interno dell’UOC di Ostetricia e Ginecologia, diretta dal professor Antonio Simone Laganà, e costituisce un riferimento regionale per la presa in carico delle gravidanze ad alto rischio, delle coppie con rischio di malattie genetiche rare e dei feti affetti da patologie congenite.

L’Unità è l’unico Centro della Regione Siciliana in cui vengono eseguite procedure invasive per la diagnosi prenatale delle malattie rare, la terapia intrauterina e altre procedure innovative di medicina fetale. È stata individuata quale Centro di Riferimento della Rete Regionale delle Malattie Rare per la Diagnosi Prenatale e la Terapia Intrauterina delle Patologie Fetali Congenite (D.A. n. 1185/2012) e successivamente riconosciuta come Centro di Riferimento Regionale per le Malattie Rare, Malformazioni Congenite, Sindromi Genetiche e Cromosomopatie (D.A. n. 343/2018).
Ogni anno il Centro eroga circa 4.200 prestazioni specialistiche di secondo livello, confermando il ruolo dell’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello quale riferimento regionale nell’ambito della medicina fetale, della diagnosi prenatale avanzata e della gestione delle gravidanze ad alta complessità.