Entro la fine dell’anno sarà attuata la riforma dei consorzi di bonifica. Da undici passeranno a due ed avranno una gestione diretta da parte degli agricoltori.

Lo ha annunciato l’assessore regionale dell’Agricoltura, Antonello Cracolici, che stamani è intervenuto al consiglio regionale di Coldiretti Sicilia. L’ assessore ha illustrato la situazione dei consorzi affermando che la riforma si impone ormai soprattutto per la situazione debitoria delle strutture che hanno raggiunto tetti elevatissimi.

I consorzi di bonifica – ricorda Coldiretti Sicilia – sono commissariati da 21 anni e come più volte evidenziato hanno costi di gestione molto alti che gravano sulle aziende agricole su cui ricadono gli aumenti del costo dell’acqua.
Vari gli argomenti affrontati con il rappresentante del Governo regionale tra cui il mancato pagamento degli aiuti del biologico determinato dallo stop del Tar al bando. Anche su questo l’assessore Cracolici ha esposto tutti i passaggi giudiziari che la Regione sta compiendo per arrivare ad una soluzione.

Cracolici ha inoltre sottolineato l’inflessibilità sulla gestione dei terreni demaniali ribadendo che tutti coloro che non risulteranno in possesso delle idoneità, non soltanto non potranno godere di alcuna concessione, ma si recupereranno eventuali benefici goduti sia nel programma 2007/2013 sia nel nuovo Piano di sviluppo rurale, e “chiederemo – ha detto – di fare altrettanto ad AGEA per i contributi del primo pilastro della Politica agricola comunitaria, nei confronti dei soggetti che non sono in possesso dei requisiti di legalità”.

Sull’attivazione delle misure ad investimento del Psr in cui sono stati previsti dei criteri di accesso troppo alti che taglierebbero fuori dalla partecipazione oltre il 50 per cento delle aziende agricole, problema sollevato da Coldiretti nel primo comitato di sorveglianza del marzo scorso, l’assessore ha ribadito la sua disponibilità a trovare una soluzione condivisa.

L’incontro giunge all’indomani della diffusione dei dati Istat che mostrano una crescita del settore agricolo nel Sud.

“Se l’agricoltura siciliana cresce si deve agli investimenti effettuati soprattutto dai giovani agricoltori che con grande coraggio hanno innovato in settori che riescono ad essere competitivi – affermano il presidente e il direttore di Coldiretti, Alessandro Chiarelli e Prisco Lucio Sorbo – . Gli agricoltori siciliani fanno un grande sforzo di rinnovamento nonostante le difficoltà oggettive e la carenza infrastrutturali. Crescere più del Nord significa che la multifunzionalità, grazie alla legge di orientamento fortemente voluta dalla Coldiretti, nel corso di 15 anni, ha attuato una vera e propria rivoluzione dell’agricoltura che ha allargato i confini dell’imprenditorialità aprendo a nuove opportunità occupazionali nella tutela ambientale, nel risparmio energetico, nelle attività sociali, nella trasformazione aziendale e nella vendita diretta – concludono – a difesa e promozione della biodiversità”.