“Dimostrate false le accuse del Pd di San Cataldo, che mentiva sapendo di mentire. Nessun investimento della multinazionale Intel per la costruzione dei microchip, in Etna Valley, è stato dirottato nell’Italia del Nord”. È quanto sostiene il siciliano Alessandro Pagano,vicecapogruppo della Lega alla Camera dei deputati, che prova a smentire in questo modo i rumors circa la possibilità che la multinazionale possa andare a Torino anziché a Catania, come invece sembrava in un primo momento. Nella cittadina del catanese è in corso la campagna elettorale e questa vicenda è diventata un forte argomento nella scena politica locale. Il ballottaggio previsto il 24 e 25 ottobre prossimi vedrà di fronte Gioacchino Comparato, sostenuto da una lista con Pd e M5S, e Claudio Vassallo, sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia, Tradizione e Futuro e Tre Colombe.

La smentita di Pagano

“Il ministro Giorgetti – precisa Pagano – smentendo quindi quel che nei giorni scorsi era stato detto – sta lavorando per sbloccare l’autorizzazione della Ue sugli aiuti di Stato. Così si scopre che il candidato sindaco Vassallo e l’onorevole Pagano (entrambi nella foto) sono stati accusati immotivatamente dal Pd e solo per motivi elettorali. Vassallo vincerà ballottaggio anche per questo”.

Il contendere

L’oggetto del contendere di questa sfida politica è stato quello di un nuovo stabilimento industriale dell’hi-tech e centinaia di posti di lavoro. La multinazionale americana Intel, colosso che produce processori, chip, schede madri e schede video dei computer, avrebbe messo gli occhi sull’area industriale di Catania per un nuovo maxi investimento. Ma ci sarebbe anche Torino in lizza. Secondo quanto era trapelato qualche giorno fa il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti avrebbe sponsorizzato proprio il Piemonte, a discapito della Sicilia.

Le polemiche di questi giorni

Questo argomento ha infuocato la campagna elettorale nel catanese e ha scatenato una serie di reazioni: non solo il Pd ma anche il Movimento 5 Stelle e al Cgil avevano attacco il ministro leghista. E c’è stato persino l’affondo del presidente della Regione Nello Musumeci che nel proprio governo ha un esponente della Lega con cui il rapporto sembra sempre più scricchiolare: “Se un colosso dell’hi-tech – aveva detto – è pronto ad investire in Italia, con un progetto ambizioso che darà impulso all’economia e all’occupazione, a decidere non può essere la solita logica che privilegia il Nord a discapito del Sud. Nel pieno della progettualità di una ripartenza, che non può certo essere a due velocità o, peggio, azzoppata sul nascere, non si può continuare con la politica assistenzialista che ha sempre mortificato il Mezzogiorno”.