Una audizione immediata in commissione antimafia per porre fine allo stillicidio di insinuazioni. E’ quanto chiede il presidente della Società italo belga che gestisce la spiaggia attrezzata di Mondello e non soltanto. Mentre cresce il livello dello scontro e degli attacchi, la Società insiste sull’esigenza di chiarezza e trasparenza.

La lettera della Italo Belga

Così dopo la lettera al prefetto ne parte una anche all’indirizzo della Commissione parlamentare nazionale Antimafia “Ho scritto alla Presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, per chiedere di essere audito. I fatti si chiariscono nelle sedi istituzionali, per questo supporterò quanto necessario per fare chiarezza. L’accanimento mediatico e le ricostruzioni fantasiose stanno danneggiando l’azienda, i lavoratori e l’immagine di Palermo. Mettiamo un punto: trasparenza totale, rispetto delle regole, per tutti, interventi immediati se qualcosa andrà migliorato” dice l’amministratore delegato della Mondello Italo-Belga, Antonio Gristina.

Ricostruzioni fantasiose che danneggiano società e città

“La Società Mondello Immobiliare Italo Belga S.A. ribadisce piena collaborazione con le Autorità e la volontà di contribuire a un quadro di chiarezza istituzionale che distingua con nettezza ruoli e responsabilità. L’obiettivo è evitare che il dibattito pubblico, alimentato da insinuazioni e strumentalizzazioni, continui a produrre effetti distorsivi sull’opinione pubblica e sull’economia locale” conclude.

Lo scontro all’Ars fra la Vardera e Tamajo

Intanto, nel corso della settimana, Ismaele La Vardera, che dalla scorsa estate ha lanciato la sua crociata contro la Italo belga, ha portato in aula all’Ars la vicenda intervenendo a margine di una seduta dedicata alla risposta a interrogazioni e interpellanze.

In aula, attacca non solo sulla Italo belga ma chiede all’assessore della sua campagna elettorale e delle sale usate come comitato elettorale tre anni or sono

Ne scaturisce uno scontro sopra le righe con l’assessore alle Attività produttive Edy Tamajo nonostante il presidente di turno, Nuccio Di Paola, avesse sottolineato come l’intervento di La Vardera fosse scollegato dall’interpellanza e dunque una risposta non fosse dovuta.

“Se l’intervento è inappropriato o inopportuno o fuori tema avrebbe dovuto fermare prima l’onorevole La Vardera – dice Tamajo rivolgendosi a Di Paola  ribadendo l’intensione di rispondere”

“Sulla vicenda Italo belga indaga la magistratura nei confronti della quale io nutro grande fiducia – dice Tamajo – a differenza, forse, sua che sembra volersi sostituire a chi indaga. Non compete ne a me ne a lei”.

Tamajo poi attacca a sua volta anche sulle questioni personali ed elettorali “Nel 2017 mi sono trovato lei sotto casa a fare il teatrante quanto faceva la Iena. Dopo nove mesi quella vicenda è stata archiviata e lei faceva il teatrante, il quaquaraquà la davanti. Le indagini le lasci fare agli organi giudiziari, lei faccia meno il teatrante e cerchi di giocare meno con la vita delle persone perché ci sono anche delle persone perbene in questa terra e ci sono anche delle persone perbene che lavorano all’interno della italo belga”

La risposta di La Vardera arriva sui social

La risposta arriva prima con un video sui social e poi con una nota pubblica diffusa nel momento in cui si apprende dell’avvio di una verifica amministrativa da parte della prefettura, richiesta da tutte le parti inn causa, Italo belga compresa.

“Qualcuno mi ha definito ‘teatrante’ solo perché da deputato con poteri ispettivi sulla cosa pubblica sto cercando di scoprire la verità su una situazione che non è chiara ormai da 100 anni” scrive La Vardera.

“Ho appreso dalla stampa, che il prefetto ha avviato un indagine sulla società GM Edil che parcheggia i suoi mezzi in aree appartenenti alla Italo-Belga e sulle possibile infiltrazioni mafiose all’interno di essa. Ecco non posso che esserne felice anche perché non fa altro che dimostrare che la mia attività ispettiva da parlamentare regionale va nella direzione giusta. E mi fa anche sorridere che l’onorevole Tamajo, che ha il suo feudo elettorale proprio in quella borgata e che ha fatto il suo comitato elettorale per le scorse regionali al Mondello Palace non ne sapesse nulla e non si è mai fatto domande. Ma ci sta per carità che non sapesse, ma come mai da quando ha saputo non ha espresso una sola parola d’indignazione davanti al quadro devastante che sta venendo fuori? Ma la cosa ancora più tragica è che lo stesso mi ha definito prima ‘teatrante’ e poi ‘quaquaraquà’ solo perché stavo facendo il mio lavoro. Ha però ragione nel dire che l’attività giudiziaria deve fare il proprio lavoro”