Sale a 17 il numero delle scuole occupate fra Palermo e la provincia ma con una puntata anche su Catania. La scure del dissenso non risparmia la Sicilia orientale, con la tensione che sale rapidamente anche a Catania. Ogni mattina l’elenco degli istituti mobilitati si allunga, delineando una mappa regionale del dissenso sempre più fitta che coinvolge migliaia di ragazzi.

La mappa della protesta: l’elenco integrale degli istituti occupati a Palermo

Nelle ultime ore la mobilitazione nel palermitano ha registrato una brusca accelerata, portando a ben 17 le occupazioni attive. Agli istituti che avevano già avviato la protesta nei giorni scorsi, si sono aggiunti numerosi altri plessi.

Ecco la situazione complessiva e l’elenco di tutte le scuole coinvolte nella mobilitazione:

I nuovi istituti occupati o che hanno intensificato la protesta oggi:

  • Basile di Monreale
  • Marco Polo (occupato ufficialmente da ieri dopo le tensioni)
  • Einstein (dove gli studenti occupano il piano terra mentre la presidenza ha sbarrato gli altri piani)
  • Finocchiaro Aprile (subentrato stamattina dopo un’assemblea straordinaria)
  • Catalano
  • Almeyda
  • Cassarà
  • Medi
  • Regina Margherita (che si aggiunge alla parziale autogestione già attiva nel plesso Guzzetta)
  • Benedetto Croce (passato all’occupazione formale dopo lo stato di agitazione dei giorni scorsi)

Gli istituti già occupati fino a ieri:

  • I.I.S.S. Pio La Torre (in trincea per denunciare le pessime condizioni infrastrutturali)
  • Liceo Scientifico Galilei (mobilitato in blocco sia nella sede centrale che nella succursale)
  • Istituto Mario Rutelli (occupato da ieri mattina nonostante alcune spaccature interne)
  • Einaudi-Pareto (entrato subito nella scia delle proteste a oltranza)
  • Liceo Classico Umberto I (tra le primissime scuole a muoversi, attiva già dalla scorsa settimana)

A questi si aggiungono altri istituti storici della provincia che completano il quadro dei 17 plessi in rivolta, mentre restano caldi i focolai di agitazione permanente in altre scuole, come al Liceo Meli.

Sale la tensione anche a Catania: prime occupazioni e sciopero in vista

Il vento della protesta soffia forte anche sulla costa orientale dell’isola, dove il fronte studentesco sta registrando una decisa accelerazione. A Catania si registrano le prime due importanti azioni di rottura: all’Istituto Karol Wojtyla la protesta ha assunto una forma totale con uno sciopero bianco e un’assenza collettiva che ha letteralmente svuotato tutti e cinque i plessi dell’istituto. Sul tavolo ci sono la denuncia per lo stato fatiscente delle strutture e la carenza cronica dei laboratori didattici.

L’agitazione all’ombra dell’Etna è però solo l’antipasto di una mobilitazione ben più vasta: le adesioni tra i collettivi studenteschi stanno crescendo a ritmo vertiginoso in vista dello sciopero generale del 30 ottobre. I fari sono puntati contro il carovita, la precarietà dilagante e la contestata economia di guerra.

Le ragioni della rivolta: sovraffollamento, aule alternative e fondi tagliati

A spingere i giovani siciliani a barricarsi dentro le classi non è solo una generica contestazione, ma disagi strutturali ben precisi. Al Finocchiaro Aprile di Palermo, ad esempio, si denuncia un grave problema di sovraffollamento legato alla mancanza di spazi e all’assenza di una seconda succursale. Una situazione limite che costringe intere classi del plesso Paternò a fare lezione in “aule alternative” ricavate all’interno della palestra, della biblioteca o persino nell’ex presidenza. Al Croce si protestava già per i bagni inagibili e i crolli avvenuti nei mesi scorsi.

“Vogliamo un’istruzione inclusiva e sicura, non uno spazio in cui gli studenti vengono messi a tacere” spiegano i rappresentanti del Marco Polo. Sotto accusa ci sono le scelte politiche centrali, colpevoli secondo i manifestanti di aver dirottato altrove i fondi della scuola pubblica, ampliando il divario storico tra gli istituti del Nord e quelli siciliani.