Alla fine il Consiglio comunale ha detto sì. Nella notte è stata approvata la delibera proposta dal neo assessore al bilancio che aumenta la tassa rifiuti peri palermitani anche se in misura minima. Il Comune incasserà 6 milioni in più e saranno interamente destinati alla Rap.

La delibera è stata approvata non senza tensioni con le opposizioni che davano battaglia ma il tutto sotto gli occhi dei dipendenti della stessa Rap presenti fra il pubblico in Consiglio Comunale.

L’urgenza della delibera che aveva portato alla convocazione domenicale del Consiglio era determinata dall’esigenza di evitare il dissesto della Rap, l’azienda palermitana dei rifiuti per la quale parlare di fallimento è probabilmente esagerato ma che comunque non naviga in buone acque.

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Nel complesso l’incasso passerà dagli attuali 122 milioni a 128 milioni per evitare guai. Per recuperare questi soldi, secondo l’opposizione 5 stelle, il comune ha deciso di mettere le mani in tasca ai palermitani con l’aumento della tassa. In realtà la legge è chiara e non lascia spazio a manovre. Il costo della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti deve essere coperto dall’incasso della Tari in tutti i comuni italiani.

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Ma la Rap fornisce anche altri servizi e per ri bilanciare i conti sarebbe bastato che il Comune pagasse di più altro che con i rifiuti non ha a che vedere, contestano sottovoce dall’opposizione di targa non pentastellata.

Contrapposizioni a parte la delibera è passata anche se tutte le opposizioni hanno votato contro ma hanno ottenuto solo l’approvazione di un ordine del giorno che impegna l’amministrazione comunale a presentare entro 45 giorni il piano di risanamento della Rap, il piano industriale, il bilancio 2018 e a destinare, in futuro, i proventi della lotta all’evasione al promesso taglio della medesima tassa.

Complesso e articolato il sistema di ricalcolo ma la sostanza si riassume in pochi dati.

La tassa diminuisce leggermente per le aziende e, al tempo stesso, anche per i single che risparmieranno 1,85 euro ogni anno. Una ritocco al ribasso che probabilmente non verrà notato affatto.

L’aumento riguarda, invece, tutte le altre famiglie, che sono la maggioranza, ovvero quelle composte da due o più persone. L’aumento varia in base al numero dei componenti del nucleo familiare da 30 centesimo e 4,95 euro annui. Il conteggio è fatto sulla base della media dei metri quadrati degli immobili utilizzati dai singoli nuclei familiari. L’aumento potrà essere leggermente più consistente per una famiglia di 4 persone che abiti in un casa superiore ai 103 metri quadrati

Nel complesso da questa manovra il Comune recupera incasso che si somma a quello ottenuto grazie alla lotta all’evasione fino a raggiungere i 6 milioni di euro necessari per ripianare i conti della Rap. Nell’ultimo anno sono stati, infatti, scoperti  circa 1,2 milioni di mq non dichiarati e su queste superfici gli evasori dovranno pagare la tassa con aumenti delle singole bollette che vanno dai 20 ai 30 auro a persona oltre al pagamento delle tasse evase negli ultimi 5 anni e delle relative more.

Nel triennio 2017-2019 sono circa 2,8 i milioni di mq sottratti all’evasione

“Grazie alla sempre più serrata ed efficiente lotta all’evasione ed all’applicazione del regolamento, che avvantaggia le famiglie numerose e a basso reddito, siamo riusciti a determinare una diminuzione, sia pure contenuta, del costo della TARI per tutte le aziende – aveva detto già ieri il sindaco Leoluca Orlando – mentre per le famiglie, vi sarà un aumento impercettibile, che al massimo sarà di 5 euro in un anno”.

“Nei prossimi anni, col sempre maggiore contenimento dei costi e la riorganizzazione della RAP – aggiunge e ribadisce sempre Orlando –  e continuando a perseguire gli evasori, siamo certi che sarà possibile avviare un progressivo abbattimento della tariffa, che però dipende sempre dal maggiore impegno che i cittadini metteranno per la differenziata, che se è fatta bene permette alla RAP di ridurre i propri costi”.

“La lotta all’evasione sulla Tari, la tassa sui rifiuti, continua a dare i suoi frutti: il comune di Palermo ha infatti scovato 1,2 milioni di metri quadrati in più che, ad aliquote praticamente invariate, consentiranno di incassare 6 milioni di euro in più nel 2019. Nessuna stangata, nessun aumento della Tari nonostante gli allarmi ingiustificati delle opposizioni che non hanno nemmeno letto le carte: anzi la nostra città ha aliquote più basse di quelle di Roma, Milano o Napoli” commenta il capogruppo del Pd al consiglio comunale di Palermo, Dario Chinnici.

“La delibera che il consiglio comunale ha approvato – continua Chinnici – prevede soltanto questo: le aliquote non cambieranno in modo significativo, semplicemente chi ha dichiarato una superficie inferiore al reale inizierà a pagare quanto dovuto, grazie alla lotta all’evasione portata avanti dagli uffici. Questi 6 milioni in più ridurranno le perdite della Rap, a cui però la città chiede più sforzi: servizi efficienti, una nuova organizzazione del personale ed isole ecologiche. Solo così avremo una società più solida e una Palermo più pulita, in attesa che la Regione realizzi quella settima vasca che consentirà anche ad altri comuni di conferire a Bellolampo”.