Un vero e proprio “blocco civico” sta scuotendo il dibattito sulla gestione della salute nell’isola, chiedendo a gran voce una riforma strutturale immediata.

Nata da un gruppo di professionisti vicini all’ex assessore regionale alla salute Massimo Russo,  la lettera appello promossa dal primo “zoccolo duro” di una cinquantina professionisti, nell’arco di pochi giorni è “esplosa” come un vero e proprio fenomeno politico sociale

Così, sotto la lettera-appello dal titolo “La sanità che vogliamo”, in un attimo sono comparse oltre  milleduecento firme, raccogliendo il supporto trasversale di medici della sanità pubblica e privata, associazioni di pazienti, sigle datoriali e semplici cittadini stanchi del progressivo declino delle strutture regionali.

Una domanda che interroga l’Isola intera

Il manifesto prende le mosse da un quesito semplice ma emblematico che la Sicilia non può più rinviare: come è stato possibile che una Regione capace in passato di risanare il proprio modello sanitario sia sprofondata nuovamente agli ultimi posti delle classifiche nazionali? Da qui scatta l’esigenza di una programmazione basata sui bisogni del territorio, superando la gestione delle emergenze e le carenze certificate anche dagli ultimi impietosi report nazionali. Una iniziativa nata da un incontro fra ex amministratori

Il supporto dei big e la spinta della Bocconi

A dare ulteriore peso scientifico alla mobilitazione c’è il professor Elio Borgonovi, faro accademico dell’Università Bocconi di Milano e presidente del Cergas, che figura tra i primi firmatari ufficiali dell’appello. In una recente intervista concessa al quotidiano La Sicilia, Borgonovi ha sottolineato l’enorme potenziale delle professionalità siciliane, spesso costrette a eccellere fuori regione, ribadendo che per trovare soluzioni concrete serve innanzitutto comprendere a fondo i nodi strutturali del sistema dell’isola.

Nasce l’Officina della Sanità Siciliana

L’iniziativa non si fermerà alla pur importante raccolta firme. Nei prossimi mesi prenderà infatti il via l'”Officina della Sanità Siciliana”, concepita come uno spazio permanente e democratico di confronto per elaborare un programma di riforma organico partendo dalle esperienze sul campo. Il comitato promotore, composto da professionisti storicamente vicini alle stagioni di riforma del comparto, punta a ridefinire la sinergia tra pubblico e privato e a rilanciare la medicina territoriale e i livelli essenziali di assistenza.

La lettera invito a mantenere la barra dritta

Adesso che l’appello ha preso il volo una nuova lettera sta alla base della raccolta di future adesioni: “Non bisogna lasciarsi condizionare dal dibattito né dalle inevitabili prese di posizione che continueranno ad arrivare – si legge in un passaggio della missiva – Occorre mantenere la barra dritta sull’obiettivo che ci si è dati fin dall’inizio: costruire, dal basso, un vero programma di riforma della sanità siciliana, libero da appartenenze e condizionamenti, aperto al contributo di tutti e capace di fare sintesi tra esperienze, competenze e sensibilità culturali diverse”.

Adesioni ancora aperte

Il movimento non nasconde di puntare più in alto e fa sapere che le adesioni sono tuttora aperte. Chiunque desideri sostenere il percorso può inviare la propria adesione o proporre idee scrivendo alle caselle email dedicate.

Per aderire all’appello: lasanitachevogliamo@libero.it; per inviare proposte programmatiche: idee@lasanitachevogliamo.com.

Inoltre, per centralizzare i materiali documentali e permettere la firma digitale, è on line da poche ore e sarà implementato nei prossimo giorni il sito web ufficiale  del progetto “La Sanità Che Vogliamo”