“Il Nord Africa non può essere visto come un confine da sorvegliare, ma come una straordinaria opportunità di crescita economica, culturale e strategica per la Sicilia”.

Lo ha detto l’assessore regionale alle Attività Produttive Edy Tamajo, intervenendo con un messaggio di saluto alla conferenza internazionale “Africa Atlantica: spazio di futuro e vettore di cooperazione euro-africana”, svoltasi presso l’Università LUMSA di Palermo alla presenza di rappresentanti del mondo accademico, istituzionale e diplomatico, tra cui la Console Generale del Regno del Marocco Maryem Nassif.

Il ruolo centrale dell’Isola

Nel suo intervento, Tamajo ha evidenziato il ruolo centrale che la Sicilia può assumere nello sviluppo delle relazioni tra Europa e Africa, valorizzando la propria posizione geografica e la propria vocazione storica di terra di incontro e scambio tra i popoli del Mediterraneo.

“La Sicilia – ha affermato l’assessore – è naturalmente chiamata a essere una piattaforma di dialogo, cooperazione e sviluppo. Oggi più che mai dobbiamo guardare al continente africano non con diffidenza, ma con una visione fondata sulle opportunità. Le sfide globali si affrontano costruendo ponti, non alzando muri”.

Un volano per l’internazionalizzazione

Tamajo ha inoltre sottolineato come il rafforzamento dei rapporti con i Paesi del Nord Africa possa rappresentare un volano per l’internazionalizzazione delle imprese siciliane, per la crescita degli scambi commerciali, per l’attrazione di investimenti e per la promozione di iniziative culturali e formative condivise.

“La cooperazione euro-africana – ha concluso – non è soltanto una prospettiva diplomatica, ma una concreta occasione di sviluppo per i nostri territori. La Sicilia ha tutte le carte in regola per essere protagonista di questa nuova stagione di relazioni economiche e culturali nel Mediterraneo”.

La conferenza ha rappresentato un importante momento di confronto sulle prospettive del partenariato euro-africano, con particolare attenzione al ruolo strategico dell’Africa Atlantica e alle nuove dinamiche di cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo.