Mentre l’Italia plaude ancora alla veloce riapertura del Ponte Morandi a Genova, la Sicilia resta cenerentola. Ci vorranno ancora tre mesi di ulteriori ritardi perchè il ponte Himera torni a vedere la luce esattamente come BlogSicilia aveva anticipato ipotizzando uno scenario diverso dalle promesse dei mesi scorsi

“Stamane dobbiamo prendere atto di un’amara realtà: i lavori al viadotto Himera subiranno l’ennesimo rinvio di un altro mese e mezzo rispetto all’ultima data indicata dall’Anas per la consegna dell’opera, cioè luglio. Dinanzi ai continui ritardi sulla costruzione di meno di 300 metri di autostrada, un cantiere diventato un’agonia lunga cinque anni, le date e le promesse lasciano il tempo che trovano. Oggi chiediamo al Ministero delle Infrastrutture di intervenire una volta per tutte: si rescinda il contratto con l’impresa appaltatrice e si sollevi l’Anas dalla responsabilità dell’opera” dice l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, dopo aver appreso del nuovo slittamento della data di apertura al traffico dell’autostrada Palermo-Catania nel segmento del viadotto Himera.

“Ai ritardi dovuti all’emergenza coronavirus – spiega l’assessore – su cui siamo stati naturalmente comprensivi – prosegue l’esponente del Governo Musumeci – si sommano ulteriori rallentamenti che trovano giustificazione solo nell’incapacità di Anas a far rispettare tempi e scadenze. Il Ministero delle Infrastrutture, adesso, è chiamato a sanare la ferita di un’Italia a due velocità sul piano infrastrutturale. Chiediamo – conclude Falcone – che l’impresa e l’Anas lascino il viadotto Himera e che il ministro Paola De Micheli affidi alla Regione il commissariamento dell’opera con poteri sul modello attuato a Genova per il ponte Morandi”.

In Sicilia si attende dunque ancora la fine dei lavori per il completamento del viadotto Himera crollato nell’aprile di cinque anni fa e che ha spezzato in due l’autostrada che collega la Sicilia Orientale con quella Occidentale.

Una beffa per l’economia della Sicilia che ha visto tagliata in due la comunicazione tra la parte orientale e occidentale dell’Isola.

Per l’economia della Sicilia il viadotto Himera è importante come lo è la strada statale Palermo-Agrigento trasformata ormai da tempo in una ‘trazzera’ da percorrere a 30 chilometri all’ora da appalti spezzatino che hanno messo in ginocchio l’economia della zona.

“Non è  più tollerabile l’ennesimo rinvio dei lavori del viadotto Himera. E’ necessario che intervenga urgentemente il governo nazionale e si convochi un incontro con la Regione e l’Anas per trovare una soluzione immediata e mettere fine a questa telenovela ridicola, che pesa come un macigno sul destino dei siciliani “.  dicono, in una nota congiunta, il segretario generale della Filca Cisl, Paolo D’Anca e i segretari della Feneal Uil e Fillea Cgil, Francesco Di Martino e Mario Ridulfo che aggiungono: “Basta rimpalli e stop, è arrivato il momento delle responsabilità, ognuno faccia la sua parte. Riteniamo che sia improcrastinabile la convocazione di un tavolo tecnico con tutti gli interlocutori interessati per discutere del viadotto Himera e di tutte le altre opere incompiute perché non è  più tempo dello scarica barile, e degli spot ma bisogna passare una volta per tutte delle parole ai fatti”.

Ma l’Anas non ci sta e replica a muso duro alla Regione “In merito ai tempi di realizzazione del nuovo viadotto Imera sull’autostrada A19 “Palermo-Catania”, Anas chiarisce che l’ulteriore slittamento della data di ultimazione è imputabile esclusivamente all’emergenza covid19” si legge in una nota dell’Ente.

“Tale evento, come è noto a tutti – prosegue la nota – ha impattato negativamente sull’intera filiera produttiva, dilatando i cronoprogrammi di tutti i cantieri in corso. Nel caso specifico, l’impresa fornitrice del nord Italia è stata costretta a rallentare fortemente la produzione e, quindi, la successiva fornitura degli appoggi in acciaio dell’impalcato del viadotto”.

“Al di là di ogni valutazione sul rispetto dei tempi da parte dell’impresa appaltatrice, in generale la rescissione di un contratto in fase avanzata o, come nel caso dell’Imera, in via di completamento, comporta una forte dilatazione dei tempi di esecuzione complessivi. Le sole procedure per espletare una nuova gara d’appalto sarebbero infatti, anche nel caso dell’Imera, di gran lunga superiori al tempo necessario per portare a compimento l’opera. Anas prosegue, pertanto – conclude la nota – il suo impegno nel seguire i lavori e portarli a termine limitando i ritardi”: