Stop ai lavori per la chiusura dell’anello ferroviario interno di Palermo, quella che doveva essere la metropolitana della città. L’azienda appaltatrice, la Tecnis, dopo anni di difficoltà che hanno fatto seguito ad una indagine penale e ad un sequestro, ha gettato la spugna.  Bisognerà attendere la cessione del ramo d’azienda per sapere chi subentrerà e se onorerà l’appalto e in che tempi. Una iattura per la città sventrata e per lavoric he rischiano di non finire mai.

Per il sindaco di Palermo Leoluca Orlando la colpa è del governo “Ma non dovevano risolvere tutto “in due settimane ?” dice Orlando riferendosi chiaramente da Di Maio e Toninelli rispettivamente Vice Premier e Ministro del lavoro e Ministro delle Infrastrutture.

“Oggi la società Tecnis, che sta facendo i lavori per l’anello ferroviario appaltati dalla Ferrovie, ha comunicato che ferma tutti i cantieri ‘in attesa della valutazione del Ministro dello Sviluppo Economico’ per alcune operazioni che riguardano l’assetto societario dell’azienda – conferma Orlando -. Tutto questo è inaccettabile e non è più possibile che questa opera, che è certamente utile ed importante per la mobilità a Palermo, continui a restare una eterna incompiuta. Anche se è nata male sotto la giunta Cammarata, non possiamo lasciare che finisca male. Mi auguro che il Ministro Di Maio si muova, quantomeno per rispettare le promesse fatte dai suoi rappresentanti locali in campagna elettorale”.

Poi torna a chiamare in causa il suo predecessore sindaco di quasi 7 anni fa “Questo contratto è stato fatto male ai tempi di Cammarata, escludendo il Comune dalla possibilità di vigilanza e controllo e per questo abbiamo chiesto a RFI di rescinderlo. Ora la Tecnis pensi alle necessità dei cittadini e dei commercianti di Palermo e riprenda subito il lavoro in via Amari e a Piazza Castelnuovo, senza aspettare i pareri del Governo nazionale”.

L’annuncio del commissario straordinario della Tecnis di sospendere i lavori dell’anello ferroviario a Palermo  lascia interdetti i sindacati degli edili.
“Noi non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione ufficiale sul fermo del cantiere. Che il cantiere vada da mesi a rilento è un fatto certo ma dal commissario non abbiamo ricevuto nessun avviso di sospensione dei lavori – dichiarano i segretari provinciali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Ignazio Baudo, Paolo D’Anca e Piero Ceraulo – Il nostro auspicio è che avvenga al più presto la vendita del complesso aziendale, per fare ripartire la produttività e aumentare i livelli occupazionali. Interrompere il cantiere significa mettere Rfi in condizione di rescindere il contratto. E per noi va garantita la continuità produttiva. Il governo si prenda le sue responsabilità e intervenga per eliminare le problematicità che potrebbero portare alla sospensione del cantiere. Rimaniamo in attesa di comunicazione formali e siamo pronti a muoverci con una mobilitazione per portare avanti le nostre rimostranze. I ritardi della vendita non possono essere scaricati sui lavoratori con il fermo del cantiere. Per noi è inaccettabile”.

Su questo arriva la nota di Rfi: “In merito alle notizie di sospensione dei lavori dell’anello ferroviario di Palermo, si precisa che Rete Ferroviaria Italiana (gruppo FS Italiane) è immediatamente intervenuta su Tecnis, che ha confermato che dal prossimo 21 gennaio i cantieri torneranno a pieno regime”.