Le condanne per la strage di via D’Amelio sono “uno dei più gravi errori giudiziari della storia del nostro Paese, essendo stata all’epoca affermata la penale responsabilità di dieci individui per il gravissimo delitto di strage sulla base di un materiale dimostrativo dimostratosi, con il passare del tempo, estremamente fragile e inidoneo”. Lo si legge in uno dei passaggi della sentenza con cui la Cassazione ha valutato la richiesta di revisione di Gaetano Scotto, per il processo sulla strage in cui morirono Paolo Borsellino e gli agenti della suo scorta.

Nei confronti suoi e di altre nove persone, la Corte d’Appello di Catania nel 2017 aveva già revocato la condanna per concorso in strage, sulla base dell’accertata falsità delle dichiarazioni di Vincenzo Scarantino. Ma Scotto chiede alla Cassazione di revocare la condanna anche per associazione mafiosa.

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