Dodici nuovi autovelox in arrivo a Palermo. I primi tre saranno in fase di installazione già nei prossimi giorni, i primi settembre. Altri 4 arriveranno entro la fine dell’anno mentre 5 impianti saranno consegnati nel corso del 2027.

Con l’acquisto dei nuovi autovelox riparte il dibattito in città sulla sicurezza stradale e sull’uso che di questi strumenti sarà fatto. un dibattito che divide la città e la politica fra l’esigenza di garantire sicurezza e il rischio che gli autovelox diventino solo un modo per fare cassa.

Nell’annunciare l’arrivo dei primi 7 nell’arco dell’anno l’Amministrazione comunale perla di un intervento, volto a rafforzare i controlli sulle principali arterie cittadine. Una esigenza che risponde a una domanda crescente di tutela per i residenti, i pedoni e gli automobilisti, in una città che negli ultimi anni è stata teatro di troppi incidenti gravi.

La mappa delle zone a rischio e i nuovi dispositivi

L’installazione dei nuovi impianti non è casuale, ma frutto di un’istruttoria tecnica che coinvolge Prefettura, ANAS e Città Metropolitana per identificare le strade con il tasso di incidentalità più elevato. Tra le aree prioritarie indicate spicca la Favorita, con particolare attenzione a viale Diana e viale Ercole, zone dove il traffico veicolare convive quotidianamente con pedoni, sportivi e ciclisti. Non meno critiche sono via Pitrè e il Lungomare Cristoforo Colombo all’Addaura. Per via Pitrè, in particolare, la richiesta di un autovelox fisso è stata oggetto di una petizione popolare e di numerose sollecitazioni da parte dei consiglieri comunali e circoscrizionali, stanchi di vedere l’arteria trasformarsi in una “pista da corsa” che mette in pericolo l’incolumità pubblica. Anche sul fronte del Lungomare Cristoforo Colombo, dopo tragici eventi, è stata individuata la zona della Marsa come punto idoneo per l’installazione di un dispositivo fisso, necessario per moderare la velocità in un tratto ad alta frequentazione turistica.

Oltre l’autovelox: la richiesta di una visione organica

Nonostante l’installazione dei sette nuovi dispositivi viene accolta con favore anche dalle opposizioni, soprattutto in alcune aree della città, le forze politiche avvertono: gli autovelox non possono essere l’unica risposta. La consigliera Tiziana D’Alessandro, tra le voci più attive sul tema, ha sottolineato l’urgenza di istituire un “Tavolo Tecnico Intersettoriale sulla Sicurezza Stradale”. L’idea è quella di superare la logica dell’intervento episodico, spesso sollecitato solo dopo che si è verificata una tragedia, per approdare a una programmazione complessiva. La sicurezza deve passare non solo attraverso la repressione della velocità, ma anche mediante azioni strutturali: manutenzione del manto stradale, miglioramento dell’illuminazione, rifacimento della segnaletica e riorganizzazione delle infrastrutture.

L’obiettivo non deve essere fare cassa, ma garantire che il rispetto delle regole e la tutela della vita umana diventino la priorità costante e permanente della mobilità cittadina. Sarà davvero così?