In meno di sei mesi, oltre trecentomila visitatori hanno attraversato le sale del Palazzo Reale di Palermo, attratti dallo sguardo ironico e profondo di uno dei più grandi fotografi del Novecento: Elliott Erwitt.

Un risultato straordinario che ha convinto la Fondazione Federico II a prorogare la mostra fino al 6 gennaio 2026, trasformandola in uno degli appuntamenti culturali più rilevanti mai ospitati in Sicilia.

La mostra, aperta dallo scorso giugno, ha attirato un flusso continuo di appassionati, curiosi e turisti, segnando un primato in termini di affluenza per l’intero complesso monumentale. Le immagini esposte, 190 in totale, raccontano con intensità e leggerezza oltre sessant’anni di storia attraverso il filtro acuto dell’obiettivo di Erwitt.

Una prima assoluta in Sicilia

Per la prima volta, l’opera del celebre fotografo americano è approdata in Sicilia, grazie all’organizzazione della Fondazione Federico II, con il patrocinio del Ministero della Cultura e del Consolato Generale degli Stati Uniti di Napoli. Un’operazione culturale densa di significato, che ha portato nel cuore del Mediterraneo un linguaggio visivo capace di superare confini e generazioni.

Le fotografie di Elliott Erwitt, noto per la sua raffinata capacità di cogliere l’assurdo nella quotidianità, si sono imposte nel tempo come vere icone della cultura visiva contemporanea.

I suoi famosi scatti in bianco e nero, che lo hanno consacrato a livello mondiale, sono accostati a immagini a colori meno note ma di altrettanta potenza espressiva.

La scelta curatoriale, firmata da Biba Giacchetti e Gabriele Accornero, permette una lettura ampia e coinvolgente del suo lavoro.

Un viaggio nell’ironia e nell’umanità della fotografia

“Le immagini di Erwitt attraversano epoche, culture e sentimenti con un linguaggio universale”. Questa frase, inclusa nel comunicato ufficiale della Fondazione, sintetizza efficacemente la portata della retrospettiva. Il suo stile, ironico ma mai superficiale, poetico ma mai artefatto, riesce a parlare a ogni tipo di pubblico, senza bisogno di mediazioni.

Lo spettatore si ritrova di fronte a volti, cani, situazioni e paesaggi colti con un’invidiabile naturalezza, frutto di uno sguardo sempre attento all’umanità del momento. La mostra non è solo una raccolta di fotografie: è una narrazione visiva capace di far riflettere, sorridere, commuovere.

Un allestimento di altissimo livello

La qualità tecnica dell’esposizione è un altro elemento che ha contribuito al suo successo. Le 190 fotografie in grande formato permettono di entrare fisicamente nelle immagini, di coglierne i dettagli e le sfumature. L’allestimento, che segue gli orari di apertura del Complesso Monumentale di Palazzo Reale, è stato pensato per valorizzare ogni singolo scatto e offrire un’esperienza immersiva.

L’equilibrio tra le sezioni in bianco e nero e quelle a colori rende il percorso espositivo dinamico, mai ripetitivo. Ogni sala propone un’emozione diversa, mantenendo sempre alta l’attenzione del visitatore.

Per dettagli su orari, biglietti e iniziative collaterali, è possibile consultare il sito ufficiale della Fondazione Federico II.

Il successo della mostra di Erwitt è anche il risultato di un’azione efficace di promozione della cultura fotografica in un territorio storicamente ricco di arte ma poco abituato a grandi mostre internazionali di questo tipo. La scelta di portare a Palermo un maestro come Erwitt ha dato impulso al turismo culturale, attirando visitatori da tutta Italia e non solo.