Sviluppo Italia Sicilia viaggia, a grandi passi, verso la liquidazione. La notizia non è ufficiale ma serpeggia fra i 75 lavoratori della Società partecipata e sarebbe avvalorata da una serie di eventi degli ultimi giorni.

Una battaglia che si annuncia lunga e difficile fra i lavoratori senza stipendio da nove mesi e l’amministrazione.

“A circa 15 giorni dall’approvazione della finanziaria regionale non si sa nulla sul destino di Sviluppo Italia Sicilia. Non si colgono segnali che facciano pensare ad una volontà di rilancio della società che versa in pessime condizioni finanziarie tali da lasciare i dipendenti con più di otto mesi di stipendi non pagati – dicono Carmelo Raffa e Luigi Intogna della FABI -. Il Parlamento Siciliano – continuano i due sindacalisti – ha istituito un fondo per le società in perdita con una dotazione finanziaria di 1,2 mln di euro per l’anno 2016, ma ad oggi nemmeno un euro è stato erogato in favore di Sviluppo Italia Sicilia e dei suoi dipendenti. Non vorremmo che si trattasse solo di un bluff che ha consentito ai deputati dell’Ars di prendere un pò di tempo prima della decisione finale. Un bluff che si sta consumando sulle pelle dei lavoratori”.

La Fabi torna, ancora una volta, a denunciare l’Amministrazione regionale per la ripetuta violazione dell’art. 35 comma 2 della L.R.9/2015, in base al quale i Dipartimenti della Regione Siciliana devono avvalersi in via prioritaria di Sviluppo Italia Sicilia, quale soggetto in house per le attività di assistenza tecnica:”Come è possibile che la Regione continui ad ignorare una sua legge? Che interessi si stanno tutelando? Come è possibile che il Programma Garanzia Giovani sia stato assegnato ad Invitalia? Come è possibile che siano stati strappati a Sviluppo Italia Sicilia anche i servizi di controllo per la chiusura del PO FSE 2007/2013 e del PO FSE 2014/20120? Cui prodest”?

E il management aziendale che sta facendo? “Fino ad ora- dicono Raffa e Intogna- ben poco. Nessuna nuova commessa, neanche quelle che ci spetterebbero per legge. Alla luce di tutto questo, incrementato in ultimo dalle dichiarazioni rilasciate dal CDA della società sul giornale Repubblica di Palermo dello scorso 18 marzo, relative alla messa in liquidazione della società partecipata, intendiamo alzare il livello della discussione nelle sedi preposte, infatti, in data odierna, abbiamo inviato una richiesta di convocazione in II° Commissione Bilancio dell’Ars, per discutere sull’esclusiva salvaguardia dei posti di lavoro dei 75 dipendenti, valutando anche la possibilità di un transito degli stessi in altri alvei dell’Amministrazione regionale. Va da sé che ci riserviamo di mettere in atto tutte le iniziative sindacali a tutela dei lavoratori e del posto di lavoro”.

Appena venerdì scorso Cgil, Cisl e Uil avevano, a loro volta, dichiarato guerra al CdA dell’azienda annunciando un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale ed un ricorso al Tar contro l’avviso pubblico per l’affidamento dei servizi relativi a Garanzia Giovani in violazione della legge e della delibera di Giunta.

Ma la situazione, purtroppo, è già andata oltre il semplice allarme secondo fonti sindacali. Venerdì’ sera, infatti, il CdA avrebbe delibera la convocazione dell’Assemblea dei soci e all’ordine del giorno ci sarebbe la messa in liquidazione della Società. Una mossa che da un lato vanificherebbe i ricorsi e dall’altro dimostrebbe l’intenzione chiara di chiudere la società.

‘Gli incarichi affidati per legge e delibera di giunta a Sviluppo Italia Sicilia non sono un regalo – fanno notare fondi sindacali -. Quella norma e quella delibera non facevano che applicare un principio di buon senso essendo stata Sviluppo Italia Sicilia acquistata proprio per fare questo’.

 

Articoli correlati