Il giro di mazzette venuto a galla con la seconda parte dell’operazione buche d’oro condotta ieri dalla Guardia di Finanza si sarebbe potuto prevenire. Ne sono convinti i costruttori siciliani. “Non possiamo non rilevare– dichiara il presidente di Ance Sicilia, Santo Cutrone –  come quasi tutti i recenti casi di corruzione siano stati pure indotti dalla direttiva europea e dal Codice nazionale degli appalti che hanno introdotto il criterio di aggiudicazione all’offerta più bassa. Criterio penalizzante imposto dallo Stato anche in Sicilia contro una legge regionale del 2015 che andava in senso opposto”.

“Proprio per contrastare questo fenomeno – sottolinea Cutrone – l’Ars ha da poco approvato una nuova riforma che, limitando – per valori di importo non superiori alla soglia di interesse comunitario – la possibilità di ribassi anomali, rende più difficili gli accordi sottobanco. Norma pubblicata in Gazzetta ufficiale e che, fino a quando la Corte costituzionale non si pronuncerà positivamente sul ricorso del Consiglio dei ministri, e ciò non sarà assolutamente scontato, è pienamente in vigore in Sicilia al di là dei falsi dubbi strumentali che tornano a farsi sentire. Basta, quindi, solo applicarla, come è dovuto, per frenare il malaffare”.

“Inoltre – conclude Cutrone – più volte abbiamo segnalato alle autorità competenti l’anomalia rappresentata dal fatto che l’Anas nei propri capitolati d’appalto in Sicilia non applica il Prezziario regionale, ma proprie tariffe spesso di molto inferiori e che, proprio nel caso del bitume e del calcestruzzo, arrivano anche ad essere del 40% in meno. Se a ciò si sommano i ribassi attualmente praticati e figli della legge nazionale, si arriva a valori impraticabili e insostenibili che, senza con questo volere giustificare comportamenti illeciti, ma senza tema di smentita, conducono alla conclusione che imporre prezzi strozzati a imprese disperate inevitabilmente apre le porte alle tentazioni. Quindi, è opportuno che Anas faccia uno sforzo ulteriore per contribuire alla concorrenza trasparente nel settore, attivando sistemi di controllo più efficienti e allineando i propri prezzi alla realtà del mercato insulare”.