Il Tribunale amministrativo ha segnato un punto di svolta decisivo per il settore extralberghiero in Sicilia. Una sentenza del Tar ha infatti annullato gran parte del decreto emanato la scorsa estate dall’assessora regionale al Turismo, Elvira Amata. Il provvedimento mirava a riformare i settori degli affitti brevi, dei bed and breakfast e degli affittacamere introducendo prescrizioni molto severe, ma i giudici hanno accolto il ricorso presentato dalla Federazione associazioni ricettive extralberghiere (Fare), assistita dall’avvocato Mikaela Hillerstrom.
L’impugnazione riguardava quattordici punti specifici del decreto, ritenuti dagli imprenditori eccessivamente gravosi e non conformi alla natura delle attività coinvolte.
Le prescrizioni annullate dai giudici
La decisione dei magistrati ha rimosso una serie di obblighi che avrebbero imposto costi ingenti ai gestori. Tra i punti annullati figura l’obbligo di dotare ogni camera di materassi ignifughi e la prescrizione di installare televisori con una dimensione minima di 32 pollici. È caduta anche l’imposizione di garantire che almeno la metà del personale addetto alla reception o alla sala fosse in grado di comunicare in lingua inglese. Il Tar ha inoltre cancellato il divieto di superare i quattro posti letto non sovrapponibili per camera nelle abitazioni e l’obbligo di creare servizi igienici distinti per sesso e per disabili negli spazi comuni. Anche sul fronte burocratico sono arrivate semplificazioni importanti: non sarà più necessario presentare copia del regolamento condominiale o l’attestazione dell’amministratore sull’assenza di liti pendenti, né l’assessorato potrà più scegliere il nome della struttura da una rosa di tre opzioni proposte dal titolare.
Il valore della specificità extralberghiera
Secondo Sergio Sanfilippo, membro del direttivo di Fare e vicepresidente di Extralberga Palermo, questa sentenza rappresenta uno spartiacque fondamentale. Le associazioni di categoria hanno sempre sostenuto che l’amministrazione regionale non può pretendere di applicare standard tipici degli hotel a chi opera nel settore extralberghiero. Il turista che sceglie un bed and breakfast o una casa vacanza cerca un’esperienza differente e consapevole, non i servizi standardizzati di un grande albergo. La vittoria legale protegge i piccoli proprietari da una burocrazia schiacciante e da spese che, solo per quanto riguarda i materassi ignifughi, avrebbero comportato un esborso complessivo stimato in circa 15 milioni di euro su scala regionale.
La risposta dell’assessorato e il futuro del decreto
Nonostante la sentenza, l’assessorato regionale al Turismo ha cercato di ridimensionare l’impatto del verdetto. Dagli uffici di Elvira Amata fanno sapere che la decisione dei giudici colpisce solo alcuni punti specifici e non mette in discussione la validità dell’intero impianto normativo. Secondo la Regione, erano comunque già in fase di studio alcune rimodulazioni del testo. Tuttavia, dopo il tentativo di correzione già effettuato lo scorso agosto proprio per scongiurare azioni legali, l’amministrazione si trova ora nella condizione di dover predisporre un nuovo decreto che tenga conto delle indicazioni del Tar e delle reali necessità di un settore che continua a rappresentare un pilastro del turismo siciliano.






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