Sbarca al Ministero del Lavoro la vertenza Almaviva Contact per affrontare l’ennesima crisi aziendale degli ultimi anni. Davanti ai sottosegretari Todde (MISE) e Di Piazza ( Min. Lavoro), presente anche l’Assessore comunale di Palermo Giovanna Marano Almaviva Contact ha confermato ancora una volta, nel rispetto del percorso e dei tempi indicati dalle intese, la piena volontà di contribuire a soluzioni che assicurino reale sostenibilità economico-produttiva ed effettiva stabilità occupazionale per il call center di Palermo, colpito dal taglio radicale dei volumi di attività affidate dalla committenza.

“Considerato che, nel tempo, l’azienda ha messo in campo e ad oggi esaurito ogni leva o strumento possibile a propria autonoma disposizione – si legge in una nota aziendale – la definizione delle soluzioni impone il concorso necessario e urgente dei principali committenti. In questa direzione, Almaviva Contact ha ribadito la assoluta disponibilità a riportare in Italia le specifiche attività attualmente svolte fuori dal territorio nazionale al fine di riassorbire gli esuberi di personale della sede di Palermo, purché, come è comprensibile, a queste venga riconosciuta la corretta remunerazione a garanzia dell’equilibrio economico, nel rispetto del costo del lavoro stabilito dal Ministero competente”.

“Fermare o indebolire oggi la costruzione di una soluzione chiara e duratura, anche a fronte del costante impegno istituzionale sulla vicenda, si tradurrebbe in una grave sconfitta per le persone che vi lavorano – aggiunge Almaviva – per il tessuto sociale e produttivo, per l’azienda stessa, dopo 20 anni di presenza, investimenti e radicamento sul territorio palermitano.

Ancora una volta al vertice era, però, assente la Regione siciliana. “E’ indispensabile che il Governo insista sulla reinternalizzazione dei volumi ( anche attraverso una defiscalizzazione)  – sostiene però Francesco Assisi della Fistel Cisl –  ma oltre ad una forte volontà politica sul rientro dei volumi dall’estero servono anche ammortizzatori strutturali e fondi per la formazione e riconversione. Dal tavolo è emersa  una urgenza di continuare parallelamente il percorso del tavolo ministeriale sul settore, perché bisogna comunque lavorare su soluzioni strutturali e intervenire sulla regolamentazione dell’intero settore, che solo in Sicilia conta oltre 15.000 addetti. I prossimi giorni saranno importanti per la definizione di percorsi utili alla salvaguardia del sito di Palermo”.