• Prestigioso riconoscimento per il direttore musicale
  • Orlando: “Un riconoscimento che conferma apprezzamento per il lavoro fatto”
  • Giambrone: “In poco tempo ha segnato sua personalità artistica e qualità umane”

Omer Meir Wellber, il giovane direttore musicale del Teatro Massimo di Palermo da inizio 2020, si aggiudica il premio speciale nell’ambito del “Premio Franco Abbiati” assegnato dall’associazione nazionale critici del settore.

Il sindaco Leoluca Orlando, presidente della Fondazione Teatro Massimo di Palermo, ha sottolineato: “Un riconoscimento al Direttore musicale del Massimo che è conferma di apprezzamento ad altissimo livello per il lavoro che tanti hanno e abbiamo fatto affinché, col coinvolgimento dell’intera città, crescesse sempre la qualità dell’attività artistica del nostro bellissimo Teatro”.

Il sovrintendente Francesco Giambrone commentando il prestigioso riconoscimento attribuito al musicista israeliano, ha detto:
“Wellber è entrato in carica all’alba di un anno difficilissimo per tutti noi e che ci ha messo di fronte a sfide inimmaginabili. In poco tempo è riuscito a segnare con la sua personalità artistica e con le sue qualità umane la progettualità del nostro Teatro in un rapporto bellissimo e importante con il pubblico e con la città”.

Ed ha continuato: “Il Parsifal da lui concepito insieme a Graham Vick e che ha segnato l’inizio della collaborazione con il nostro Teatro nel nuovo ruolo è stata una grande sfida per tutti, ma in particolare per lui, che l’ha vinta. Sono seguiti tanti concerti e, a settembre, un particolarissimo Don Giovanni in forma scenica, pochi giorni prima delle nuove chiusure imposte dalla pandemia. Momenti musicali altissimi, che resteranno nella storia del Teatro Massimo a conferma della capacità del Teatro e di tutte le sue componenti di reagire alla pandemia e reinterpretare in maniera innovativa e originale il proprio ruolo in grande sintonia con il suo direttore musicale. Questo premio è un riconoscimento alla forza di un progetto, di un percorso, di una visione di teatro condivisa e, come espresso chiaramente nelle motivazioni, a un profilo nuovo e moderno di direttore musicale. A Omer Wellber vanno le congratulazioni di tutti noi, e all’Associazione Nazionale Critici Musicali un ringraziamento per l’attenzione con la quale ci segue”.

Le motivazioni espresse dalla giuria

La giuria ha premiato Wellber con queste motivazioni: “In gennaio, nel tempo di ieri, tutto era iniziato regolarmente secondo programma, con un Parsifal wagneriano eloquente, narrativo, concertato in stretta sintonia d’intenti con la regia di Graham Vick: non solo riletto, ma raccontato al presente, senza paura di scendere nel torbido o dissacrante. Nel calendario di Omer Meir Wellber, direttore israeliano, 39 anni, il 2020 era segnato come anno numero uno al Massimo di Palermo, con il nuovo scettro di guida musicale del Teatro”.

Continuano i giurati del Premio Abbiati: “A nemmeno un mese dall’ultima replica, Parsifal sarebbe diventato inconsapevolmente uno dei monumenti a una storia destinata a finire, a chiudere, perdurando questa incertezza ancora fino ad ora. In quel silenzio obbligatorio e necessario per ragioni di sicurezza sanitaria, il Massimo ha trovato in Wellber una guida presente, piena di energia (appena le regole lo hanno permesso) e soprattutto di idee musicali. Capace di rinnovare la bellezza del suono di Wagner in un Don Giovanni di Mozart, che reinventava la meravigliosa acustica del Teatro con l’Orchestra disposta in platea”.

E concludono: “Al fortepiano, lo stesso direttore non solo concertava con lucida esattezza la partitura ma insieme reinventava con estro i recitativi, osandoli anche in versione di canzone americana. Nella maratona di musica, dopo il silenzio di mesi, brillavano gli omaggi a Beethoven e a sorpresa una serata di jazz, nella chiesa scoperchiata dello Spasimo, dove l’eclettico fantasista Wellber suonava fisarmonica e pianoforte. A confermare un nuovo profilo, a tutto tondo, per il ruolo di direttore principale e musicale di cui non potremo più fare a meno”.