Un vero e proprio grido d’aiuto, un appello accorato che suona come l’ultima chiamata per evitare il collasso economico delle aziende del trasporto pubblico locale dell’Isola. Anav Sicilia lancia l’allarme sul rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri (triennio 2024-2026), denunciando un vuoto normativo che rischia di penalizzare pesantemente il settore e di creare una clamorosa disparità di trattamento rispetto al resto d’Italia.
A farsi portavoce del malessere della categoria è il presidente regionale di Anav, Antonio Graffagnini, che chiama in causa direttamente i vertici di Palazzo d’Orléans: “Chiediamo al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, di intervenire con determinazione nei confronti del Governo nazionale. Serve un intervento immediato all’interno della legge di bilancio”.
L’allarme: “Costi insostenibili e zero coperture”
Al centro della contesa ci sono i maggiori costi derivanti dal rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro. Risorse che le aziende siciliane (insieme a quelle del Friuli-Venezia Giulia) devono tirare fuori dalle proprie tasche, a differenza di quanto avviene nelle regioni a statuto ordinario.
Nelle autonomie speciali manca infatti un sistema adeguato di compartecipazione al gettito delle accise sui carburanti che possa garantire la copertura di questi fondi. “Le aziende che lavorano in Sicilia non dispongono delle risorse necessarie per far fronte ai maggiori costi contrattuali”, spiega con durezza Graffagnini. “Una situazione che rischia di determinare una penalizzazione economica e competitiva inaccettabile”.
Tre verbali e impegni traditi dal Governo
L’aspetto che più pesa sulle associazioni datoriali è il mancato rispetto degli accordi già siglati a Roma. La crisi attuale arriva infatti dopo un lungo percorso istituzionale che sembrava aver trovato una soluzione, rimasta però solo sulla carta. Sono ben tre i verbali sottoscritti tra il 2025 e il 2026 dal vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, insieme ai sindacati e alle associazioni datoriali (Agens, Anav e Asstra).
In quelle stanze il Governo nazionale aveva formalmente promesso che le risorse per coprire gli aumenti contrattuali sarebbero state stanziate anche per la Sicilia e il Friuli-Venezia Giulia. A oggi, però, non è stato adottato alcun provvedimento normativo concreto. I patti sono stati disattesi, lasciando le imprese senza coperture finanziarie.
L’appello a Schifani: “Nessun favore, pretendiamo parità”
“Non è accettabile che le aziende siciliane, pur essendo firmatarie dello stesso contratto collettivo nazionale e dovendo sostenere i medesimi incrementi del costo del lavoro, siano escluse dalle misure di sostegno riconosciute alle imprese delle altre regioni”, incalza Graffagnini nel suo appello al governatore Schifani.
Dall’associazione dei trasportatori tengono a precisare che non si tratta di una richiesta di assistenzialismo o di corsie preferenziali: “Non chiediamo un trattamento di favore, ma il riconoscimento di un diritto sostanziale alla parità di condizioni. Applichiamo lo stesso contratto e affrontiamo gli stessi aumenti del personale”. L’obiettivo è spingere lo Stato a trovare una soluzione legislativa strutturale. “Il trasporto pubblico locale siciliano – conclude il presidente di Anav – non può essere penalizzato da un vuoto normativo che scarica interamente il costo del rinnovo sulle imprese, compromettendo la tenuta dei bilanci e l’equità del mercato”.



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