Serve una “operazione verità” sulla realizzazione del tratto C della strada Nord-Sud. La chiede Ance Sicilia che adesso pretende da parte del governo nazionale e dell’Anas che si faccia chiarezza sull’incantesimo che da oltre 20 anni impedisce la sua realizzazione, nonostante vi siano i fondi, 399 milioni di euro, il progetto esecutivo pronto con i relativi pareri favorevoli e operazioni di esproprio delle aree già eseguite.

Un progetto già costato svariate decine di milioni di euro e mai da parte di Anas sono stati sollevati problemi tecnici o finanziari che potessero sconsigliare l’apertura dei cantieri. “Quindi perché – tuona Santo Cutrone, presidente di Ance Sicilia – solo oggi Anas dice che l’opera non conviene più perché il traffico si è ridotto? Non ci si può prendere in giro così e per giunta alla presenza del viceministro Giancarlo Cancelleri. Non è credibile addurre la scusa della riduzione del traffico, se lo si misura su una strada vetusta e pericolosa che in buona parte non è più percorribile. Tutti oggi cercano percorsi alternativi, anche se più lunghi, per non rischiare la vita”.

“E come mai – si chiede ancora Cutrone – opere come il Mose di Venezia vanno completate ad ogni costo (anche se oggi vengono dichiarate inutili) per non sprecare i soldi già spesi, mentre per la Nord-Sud l’Anas può permettersi di gettare al vento le risorse pubbliche già spese e di privare la Sicilia di questo asse viario fondamentale per la mobilità nell’Isola?”.

Ance Sicilia, in particolare, vuole sapere quale sia la vera ragione per la quale l’Anas non vuole mettere mano a quest’opera: un disimpegno che è già cominciato durante il governo Crocetta e che si completa oggi con la rinuncia al nuovo tracciato a scorrimento veloce, optando per un molto più economico piano di manutenzione del vecchio percorso.

“Ci sono forse problemi geologici o tecnici che impediscono di costruire certi tratti della Nord-Sud? – incalza il presidente di Ance Sicilia – . Perché, se è così, come mai nessuno lo ha detto prima e per 20 anni si è andati avanti spendendo soldi per fare i progetti ed espropriare i terreni? Perché se così non è, l’unica giustificazione che resta è la volontà politica del governo nazionale di dirottare queste risorse verso altre opere nel Nord Italia, volontà alla quale Anas sembrerebbe piegarsi. Allora ci chiediamo quale sia la coerenza con le dichiarazioni del governo circa un nuovo impegno per il Sud, se scippa in questo modo risorse alla Sicilia e gli unici fondi che si stanno spendendo sono quelli programmati 10 anni fa per la manutenzione dell’autostrada Palermo-Catania e quelli di Rfi per l’ammodernamento della ferrovia borbonica Messina-Catania-Palermo. Cosa c’è di nuovo da parte di questo governo, se Trapani continua a essere isolata dalla rete ferroviaria e sulle strade ci si può spostare solo dall’Ovest verso l’Est dell’Isola, ma non da Sud verso Nord?”.

“Ricordo sommessamente – conclude Santo Cutrone – che la Sicilia, come ha documentato la Banca d’Italia, è a -60% di dotazione infrastrutturale rispetto al resto del Paese e alla media europea in termini di trasporti, cioè aeroporti, ferrovie, treni ad alta velocità e autostrade; inoltre, la Svimez nel rapporto Sicilia mostra la mappa dei collegamenti ferroviari in Italia, con il Centro-Nord densissimo di tratte e l’Isola assolutamente bianca. Quindi sono improponibili e inammissibili azioni che non tendano a colmare questo enorme ritardo e divario che ci separa da ogni possibilità di ripresa”.