“È stupefacente come Lupo e Cracolici, complici di Crocetta e Baccei, autori del più grosso disastro finanziario della Sicilia nel quinquennio 2012-2017, tentino di scaricare le loro responsabilità sul governo del risanamento Musumeci-Armao che sta tentando di riparare i gravissimi danni fatti in quel periodo”. Così Rino Piscitello, coordinatore nazionale di Unione dei Siciliani/Sicilia Nazione che se la prende anche con grillini, “che nei cinque anni precedenti hanno attaccato quel governo denunciandone le responsabilità, adesso facciano finta di dimenticare pur di attaccare Musumeci e Armao”.

Racconta la sua versione dei fatti il coordinatore di Unione dei Siciliani in seguito alle fitte polemiche che hanno arroventato la politica siciliana in questi giorni.

E parte dal giugno 2011 quando viene approvato il decreto che modifica nel profondo i sistemi contabili delle regioni e degli enti locali e istituisce disposizioni contabili che devono essere applicate dal 2015 ma nelle regioni a statuto speciale dovrebbero prima essere approvate le norme di attuazione. Nel 2012 si insedia Crocetta ma, ricorda Piscitello “nulla viene fatto nel 2013 e nel 2014 per garantire norme di attuazione che tengano conto della diversa realtà della contabilità siciliana. Nel 2015 Baccei, assessore all’economia, e Crocetta, dopo avere svenduto la Sicilia a Renzi  con un accordo capestro, impongono l’attuazione rigida e improvvisa del decreto legislativo 118 a un parlamento incapace di opporsi”.

Piscitello ricorda poi come invano Sicilia Nazione e il suo leader Gaetano Armao, hanno fatto presente che in mancanza di norme di attuazione che garantiscano un percorso graduale, l’entrata in vigore non adeguatamente preparata del 118 in Sicilia sarebbe stata un dramma per i bilanci dell’isola. “Le norme del 118 – aggiunge il coordinatore –  imponevano un riaccertamento straordinario di tutti i crediti e debiti presenti in bilancio e la cancellazione di tutti quelli considerati inesigibili dando solo per il primo anno la possibilità di spalmare il conseguente eventuale disavanzo in trent’anni. Questo passaggio, considerate le difficoltà degli uffici di bilancio della Regione, doveva però essere predisposto per tempo e non all’improvviso”.

Baccei, continua il racconto, invece avvia il riaccertamento, e lo fa “in modo così superficiale e raffazzonato da ottenere un risultato tragico per il bilancio: cancella miliardi di crediti da parte dello Stato senza verificarne la totale inesigibilità, facendo quindi un enorme regalo al governo nazionale”. Per Piscitello Baccei compie anche un altro gravissimo errore: “non si accorge di almeno un miliardo di disavanzo che la Corte dei Conti poi ridetermina nel 2017 in sede di parifica in 2 miliardi e 143 milioni”.

Il governo Musumeci-Armao, precisa il leader di Unione dei Siciliani, si trova quindi appena insediato con un disavanzo enorme non spalmabile in trent’anni se non con un accordo con il governo nazionale. “Armao e Musumeci – aggiunge – fanno il miracolo e riescono a chiudere l’accordo con Tria per spalmare gran parte di quel disavanzo in un trentennio. Restano fuori solo cinquecentosessanta milioni da spalmare in tre anni, in attesa che, per decisione della Commissione Paritetica Stato Regione, gli anni diventino 10”.

Piscitello arriva alla polemica di questi giorni. “La Corte dei Conti si accorge solo nel 2019 di un altro gravissimo errore di Baccei: nel corso degli accertamenti del 2015 non erano stati verificati neanche i fondi vincolati del bilancio – continua – Sono fondi che nella quasi totalità risalgono agli anni novanta. Le verifiche dell’attuale governo riescono a incrociare quasi tutti i dati ad eccezione di quelli delle spese sanitarie per le quali i dati degli anni ‘90 non sono purtroppo interamente rinvenibili. Ciò  determina l’emersione di altri quattrocento milioni di disavanzo dovuti esclusivamente all’errore di Baccei che, non avendoli individuati, non ha consentito di poterli spalmare in trent’anni determinando l’attuale grave crisi di bilancio della Regione Siciliana”.

Piscitello arriva dunque a quattro considerazioni finali. “Se non si considera il disavanzo proveniente dagli errori di Baccei e Crocetta, il governo Musumeci con Armao assessore all’economia ha prodotto conti risanati e in attivo. I responsabili di quegli errori stanno provando adesso a scaricarsi dalle loro gravi responsabilità attribuendo colpe inesistenti all’attuale governo. Sarebbe opportuno che, invece di questa insopportabile farsa, PD e grillini chiedessero al loro governo nazionale di arrivare a un accordo con il governo siciliano per spalmare in un trentennio anche il nuovo disavanzo accertato e Musumeci e il suo assessore all’economia Armao hanno avviato un’importante operazione di moralità e di risanamento del bilancio. Chi li attacca avrà forse qualche cadavere nell’armadio che non vuole fare venire alla luce?”.