Scatta il sequestro di vestiti contraffatti in un negozio cinese di Palermo che si trova in via Lincoln, zona in cui sono presenti numerosi esercizi commerciali condotti da soggetti di etnia cinese. Il blitz della finanza ha permesso di sequestrare, questa volta, vestiti che erano contrassegnati da un marchio falso.

Sotto sequestro quasi 1200 cadi di abbigliamento

Nel dettaglio, i Finanzieri del Gruppo Pronto Impiego di Palermo, nell’ambito dell’intensificazione del controllo economico del territorio disposto dal Comando Provinciale di Palermo a tutela del mercato dei beni e dei servizi, hanno sequestrato 1.157 capi di abbigliamento con marchi contraffatti.

I controlli delle Fiamme gialle in via Lincoln

Nel corso di un controllo finalizzato alla repressione dei traffici illeciti, le Fiamme Gialle hanno individuato, nei pressi di via Lincoln, un negozio, gestito da un cinese, che esponeva alla vendita in spazi esterni sulla pubblica via, uno stand con merce presumibilmente contraffatta. La successiva attività di controllo ha permesso ai Baschi Verdi di rinvenire diversi capi d’abbigliamento e, in particolare, 1.157 tra cappelli e borse, riproducenti il logo di noti marchi quali Adidas, Puma, Nike, Gucci che, per manifattura e imperfezioni varie, erano difformi da quelli originali.

La merce è stata sequestrata e il titolare denunciato

I Finanzieri quindi hanno proceduto a sequestrare la merce rinvenuta risultata contraffatta e denunciare il titolare dell’esercizio commerciale alla Procura della Repubblica di Palermo per i reati di contraffazione e ricettazione.

I controlli continuano da parte della Guardia di finanza

“Continuano, incessanti – si legge in una nota della Guardia di Finanza palermitana – , i controlli delle Fiamme Gialle in tutta la provincia palermitana al fine di contrastare ogni forma d’illegalità economica e, in particolare, il fenomeno della introduzione e commercio di prodotti contraffatti che, oltre ad alimentare i circuiti sommersi del lavoro nero, dell’evasione fiscale e della criminalità organizzata, sottraggono opportunità di lavoro alle imprese che operano nel rispetto delle norme”.