Torna a riunirsi oggi alle 15,00 l’Assemblea Regionale Siciliana che oggi dovrebbe dare il proprio via libera al disegno di legge costituzionale di riforma dello Statuto siciliano proposto da Roma, ma che necessita del parere obbligatorio dell’Ars. Si tratta della norma che introduce il deputato supplente, una figura formalmente contestata dall’opposizione ma che alla fine dovrebbe vedere la luce senza particolari ostruzionismi
La legge di riforma
Di fatto la norma introduce l’incompatibilità fra deputato regionale e assessore sulla falsa riga di quel che succede già nelle giunte e nei consigli comunali. Ma per evitare che la scelta di uno o più deputati per il ruolo di assessore (sono 12 in Sicilia) possa cambiare gli equilibri fra maggioranza e opposizione nasce la figura del deputato supplente ovvero il primo dei non eletti che diventa deputato in sostituzione del nominato assessore e solpo fino a quando il medesimo sarà assessore. in caso di sostituzione l’assessore ritorna deputato e il supplente torna a casa in attesa di un posto fra gli scranni di sala d’Ercole.
La maggioranza qualificata
Per il parere obbligatorio dell’Ars a questa proposta serve la maggioranza qualificata ovvero 36 voti favorevoli quale che sia la consistenza dei presenti. La maggioranza ha più di questi voti disponibili ma le assenze potrebbero impedire che la quota di 36 sia raggiungibile visto che dall’opposizione si attende una astensione se non un voto contrario di facciata.
Il vertice di maggioranza lampo
Così, per il secondo lunedì di fila, è toccato ad un vertice di maggioranza affrontare il tema. Al tavolo, convocato per 15,00 di ieri, c’erano tutti i partiti: Nino Germanà e Luca Sammartino per la Lega, Giorgio Assenza per Fratelli d’Italia, Marianna Caronia e Massimo Dell’Utri per Noi Moderati, Carmelo Pace per la Dc, Marcello Caruso e Stefano Pellegrino per Forza Italia, e Fabio Mancuso per gli autonomisti.
Ma è stato un vertice lampo: tutti d’accordo sul sì alla proposta con la convinzione che dall’opposizione non faranno barricate. ma il tema sono le assenze. Per questo il voto finale potrebbe non arrivare oggi ma slittare a domani. prima i segretari di partito si assicureranno la presenza in aula ciascuno dei propri deputati. Quando, a conti fatti, ci saranno i numeri in aula si procederà al voto. In assenza dei numeri si chiederà di prelevare i punti successivi all’ordine del giorno e rinviare il voto sul deputato supplente.
un voto che dovrà, comunque,m arrivare in settimana visto che i termini per il parere scadono fra sabato e domenica a seconda di come si fanno i calcoli. Votare entro venerdì è comunque la scelta che è stata presa.
Riunione chiusa prima di parlare di finanziaria
L’altro grande tema è la finanziaria quater ma la riunione di maggioranza, raggiunto l’accordo sul deputato supplente, è stata chiusa prima di aprire un dibattito che si preannuncia più complesso nonostante ci sia già l’accordo di massima. Per parlare di soldi si vuole attendere che vengano approvati i debiti fuori bilancio che sono all’ordine del giorno di oggi e la cui consistenza potrebbe cambiare qualcosa nelle scelte successive.
Un altro vertice dei deputati di maggioranza, quindi, è atteso a breve, magari lunedì prossimo






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