“Conforme alla legislazione regionale, nazionale ed europea”. La commissione Via-Vas, presieduta dal professor Aurelio Angelini, dà il via libera al Piano regionale dei rifiuti che adesso potrà essere trasmesso all’Assemblea regionale per essere esaminato dalla commissione Ambiente.

“Si consuma – sottolinea il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci- un’altra tappa del percorso che porterà a un riforma indispensabile, pensata per chiudere definitivamente con un passato fatto di continue emergenze”.

Soddisfazione è stata espressa anche dagli assessori del Territorio e ambiente, Toto Cordaro, e dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon che sottolineano come “si sia ormai conclusa la fase più complessa della procedura, confermando quanto era già stato illustrato a Bruxelles e chiarito al ministero”.

Il piano rifiuti è cosa diversa dalla riforma che resta, invece, impantanata all’Ars. Questo documento stabilisce dove e come saranno realizzate le discariche pubbliche, otto in  tutta l’isola, e detta le linee per lo smaltimento dei rifiuti., Secondo il Presidente della Regione quando il piano andrà a regime la Sicilia sarà uscita da ogni emergenza rifiuti, rispetterà le norme nazionali ed europee e non si verificheranno più i periodici allarmi smaltimento.

Resta centrale il tema della raccolta differenziata che è cresciuta molto negli ultimi anni ma non ha ancora raggiunto percentuali accettabili soprattutto nelle grandi città.

Ecco cosa prevede il piano che procede:

GLI IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO
Se in passato tutti i rifiuti erano diretti in discarica, con aggravio dei costi e un maggiore impatto sull’ambiente, oggi si punta sulla differenziata che è giunta al 32 per cento ed è aumentata di 10 punti in un anno. Con l’aumento della differenziata servono impianti di recupero e trattamento soprattutto dell’organico, che rappresenta circa il 40 per cento del rifiuto. L’iter per realizzare questi impianti prevede dei passaggi a tutela dei territori e sconta i ritardi del passato, ma oggi l’attenzione e la priorità è data al recupero di materia (non di energia), perchè questi impianti sono fondamentali per il buon andamento della differenziata.

MISURE ANTI SPECULATORI
Nel piano rifiuti è previsto un ulteriore passaggio a tutela della legalità: i privati non possono pensare di trattare in automatico la Forsu, primo perché priorità hanno gli impianti pubblici, secondo perchè sono solo gli enti titolari, come le Srr, che con procedure di evidenza pubblica possono decidere gli affidamenti a società in house, società miste con doppia gara, o appalti con gara a terzi. Questo meccanismo svuota anche iniziative fasulle o di mero business di autorizzazioni. Quindi gli uffici e gli organi di competenza (come la commissione Via) dovranno considerare questi aspetti, inserendoli quantomeno come prescrizioni. Ecco ribadita quindi trasparenza, responsabilizzazione e correttezza amministrativa.

LE MISURE PER IL COMPOSTAGGIO
Attualmente nel territorio della Regione Siciliana la percentuale di raccolta differenziata è pari a circa il 32 per cento per una quantità di frazione organica stimabile sulle 300 mila tonnellate l’anno. Per trattare questo umido sono attivi 13 impianti di compostaggio, sia pubblici (di proprietà delle Srr e gestiti o dalle società di scopo oppure affidati in gestione con gara di evidenza pubblica) sia privati, in numero quasi uguale, per una capacità complessiva di 327.231 tonnellate.

Due impianti si trovano ad Agrigento, uno a Caltanissetta, 4 nel Catanese, 5 nel Palermitano e 1 a Ragusa. Il recente sequestro dell’impianto Sicilfert di Marsala, che garantiva 55 mila tonnellate l’anno, ha fatto scendere la capacità degli impianti da oltre 380 mila tonnellate l’anno a 327 mila. Così appena l’impianto Raco di Belpasso, che ha una capacità di 66 mila tonnellate, ha comunicato un guasto improvviso, nei giorni scorsi si sono creati disagi in provincia di Trapani dove molti Comuni, che prima conferivano a Marsala, ora si rivolgono proprio all’impianto del Catanese. L’assessorato ha avviato iniziative come il compostaggio domestico e di comunità, con un bando da 16 milioni da poco pubblicato, per ridurre la quantità di organico da trattare in attesa di completare gli impianti.

PRIORITÀ AGLI IMPIANTI PUBBLICI
L’assessorato sta lavorando senza sosta per implementare il sistema dando priorità agli impianti pubblici. In questo modo si consentirà di calmierare i prezzi, talvolta elevati sia per la distanza sul territorio degli impianti sia per la scelta dei privati che aumentano le tariffe secondo i principi del libero mercato. L’assessore Pierobon spiega che “è stata sottoposta alla giunta di governo la proposta di riprogrammazione dei fondi per lo sviluppo e la coesione 2014/2020 del Patto per il Sud, per il finanziamento degli impianti di compostaggio di Calatafimi-Segesta e Ravanusa. Ed è in corso l’iter per altri due impianti di compostaggio pubblici nei Comuni di Vittoria e Casteltermini per 60 mila tonnellate l’anno”.

GLI ALTRI IMPIANTI FALLITI O SEQUESTRATI

L’assessorato sta monitorando la situazione di sei impianti, di cui tre privati (nei Comuni di Marsala, Ioppolo Giancaxio, Catania) e tre pubblici (Asi Dittaino Enna, Polo tecnologico di Castelvetrano, impianto di compostaggio di Bisacquino) che sono chiusi per diversi motivi: per il mancato rispetto della normativa ambientale o per il fallimento della società d’ambito e sono sotto la gestione della curatela fallimentare. Sono in corso interlocuzioni con le amministrazioni giudiziarie e con le curatele per valutare iniziative finalizzate all’utilizzo degli impianti e alla riapertura, anche parziale, compatibilmente con le procedure in corso. Ed è di questi giorni la comunicazione da parte della Srr Trapani provincia Sud di una proposta al curatore per rilevare l’impianto del Polo di Castelvetrano, un nuovo passo avanti che fa ben sperare.