Costruire una rete tra imprese, istituzioni, sanità, professioni e terzo settore per fare dell’inclusione una leva concreta di sviluppo economico e sociale del territorio. È questa la visione emersa da “Costruire inclusione. Persone, competenze, imprese: la rete che genera valore”, l’iniziativa promossa da Sicindustria Ragusa insieme al Comune di Ragusa e alla Consulta comunale sulla disabilità, svoltasi all’auditorium San Vincenzo Ferreri di Ragusa Ibla.

Inizia un percorso per rafforzare la collaborazione pubblico privato

Più che un semplice momento di confronto, l’incontro ha rappresentato l’avvio di un percorso condiviso che punta a rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato sui temi dell’inclusione lavorativa, della valorizzazione delle competenze e della partecipazione sociale. Attorno allo stesso tavolo si sono confrontati rappresentanti di Inps, Inail, Asp Ragusa, Centro per l’Impiego, sindacati, ordini professionali, associazioni datoriali, sistema della cooperazione e mondo del terzo settore, con l’obiettivo di superare interventi frammentati e costruire strumenti concreti capaci di mettere al centro la persona e il diritto al lavoro.

Forte anche la presenza istituzionale, con gli interventi del sindaco Peppe Cassì, dell’assessora alle Politiche sociali Elvira Adamo, del prefetto Tania Giallongo e del vescovo mons. Giuseppe La Placa. Una partecipazione che conferma la centralità che il tema dell’inclusione sta assumendo nel dibattito pubblico e nelle strategie di crescita del territorio.

Inclusione ancora da realizzare nel Paese

Dal confronto è emerso con chiarezza come il tema dell’inclusione lavorativa rappresenti ancora una delle principali fragilità sociali ed economiche del Paese. In Italia solo circa il 33% delle persone con disabilità con gravi limitazioni risulta occupato, con percentuali ancora più basse nel Mezzogiorno. Un dato che impone un cambio di approccio culturale e politico: l’inclusione non può più essere considerata esclusivamente una questione assistenziale, ma deve diventare parte integrante delle politiche di sviluppo, innovazione e competitività del territorio. “L’inclusione non può più essere considerata soltanto un tema sociale o assistenziale – ha detto il presidente di Sicindustria Ragusa, Giorgio Cappello –. Oggi rappresenta una grande sfida di modernità, competitività e sviluppo per il territorio”. Secondo Sicindustria Ragusa è necessario superare una visione esclusivamente assistenziale della disabilità, puntando invece su competenze, partecipazione e valorizzazione del capitale umano, attraverso un coinvolgimento stabile di imprese, istituzioni, sanità, professioni e terzo settore.

Il Presidente degli industriali mragusani Giorgio Cappello

“In un momento storico nel quale le aziende fanno sempre più fatica a reperire competenze e capitale umano qualificato – ha aggiunto Cappello – non possiamo permetterci di lasciare indietro energie, talenti e capacità. Le imprese non possono essere considerate semplici destinatarie di obblighi normativi, ma attori centrali di una nuova visione sociale e produttiva”.

Per il presidente di Sicindustria Ragusa, il territorio ibleo può diventare un laboratorio di innovazione sociale e produttiva fondato sulla collaborazione stabile tra pubblico, imprese e corpi intermedi. “Da Ragusa – ha scandito con forza Cappello – oggi parte un messaggio molto chiaro: quando istituzioni, imprese, sanità, professioni e terzo settore fanno rete, l’inclusione può trasformarsi in valore reale per tutta la comunità, non soltanto sul piano sociale ma anche economico. È questa la sfida del nostro #ModelloRagusa5.0: costruire un territorio nel quale competitività, sostenibilità e coesione sociale crescano insieme”.

Al termine dei lavori è stata condivisa la volontà di proseguire il confronto attraverso ulteriori momenti operativi e progettuali finalizzati alla costruzione di una rete territoriale permanente sull’inclusione lavorativa e sociale.