PALERMO (ITALPRESS) – “Canto contro la peste”. E’ questo il titolo attribuito al 398esimo festino di Santa Rosalia, il tradizionale appuntamento che si terrà dal 13 al 15 luglio e che rappresenta il più alto atto di devozione da parte della città di Palermo nei confronti della propria patrona. Dopo due anni di ridimensionamento a causa della pandemia, nonostante la risalita dei contagi quest’anno si torna in presenza e tra la gente, in un festino corale e legato al tema della musica come salvezza da tutte le pestilenze e dunque anche per un superamento delle sofferenze che il Covid-19 ha inflitto al capoluogo siciliano.
Un’edizione, quella del 2022, che è stata presentata a due settimane dal via questa mattina nella splendida cornice del Salone Filangieri del Palazzo Arcivescovile di Palermo, alla presenza di monsignor Corrado Lorefice, vescovo della città, del sindaco Roberto Lagalla e di personalità di spicco del mondo della politica e della società cittadine e regionali.
“Non ci siamo ancora liberati dalla pandemia, la prima parola di questa edizione è gioia, ma va misurata con la responsabilità visto che c’è una recrudescenza dei contagi – ha spiegato il vescovo Corrado Lorefice – Vogliamo però porre il segno di una festa, una festa nel nome del canto, che è anche liberazione. La figura meravigliosa di Rosalia è legata a questo, grazie a lei in un momento drammatico come fu la peste per Palermo è stata motivo di un canto per i palermitani, U Triunfu. Noi vogliamo dare questo segno di speranza alla città – ha aggiunto – che ci impegna a far sì che ognuno di noi possa contribuire a questo canto di liberazione, perchè Palermo ha ancora bisogno di una liberazione”.
Il Comune, le cui casse versano in una situazione complicatissima, ha ottenuto dall’Assessorato ai Beni culturali 50 mila euro, ai quali si sommano le offerte e le somme investite da tutti gli altri partner che contribuiranno a vario titolo alla buona riuscita di un festino numero 398 che si prospetta come una celebrazione in musica delle diverse anime della città di Palermo.
Una spesa complessiva che si attesta intorno ai 200 mila euro, con una novità sostanziale nella prassi rivelata dallo stesso Lagalla, che da quest’anno intende portare con sè sul carro due figure chiave della comunità cittadina per le tre tradizionali invocazioni. La prima spetterà al primo cittadino, le altre due quest’anno ad altrettanti operatori della sanità come omaggio alla loro battaglia contro il Covid: “Ho l’entusiasmo di un neofita, di chi per due anni non ha vissuto il Festino, di un cattolico che crede che la grazia debba sempre di più investire questa città – ha dichiarato il sindaco Lagalla – Prevale il senso della liberazione, delle tenebre che possano trasformarsi in luce. Io raccomando comunque l’uso delle mascherine, la protezione è ancora necessaria per evitare una diffusione che possa assumere numeri pericolosi con un rischio per i più fragili e i più deboli. Questo festino è una esibizione plastica, anche se su un piano molto più laico, del precetto di padre Pino Puglisi e il suo ‘Se ognuno fa qualcosà. Ogni istituzione della città – ha concluso – ha deciso di aiutare il comune a sostenere la rinascita di un Festino che si prepara nel 2024 all’edizione 400, che andrà ovviamente organizzata doverosamente nel corso di tutto l’anno”.
A “Canto contro la peste” si affianca il sottotitolo “Nove orchestre e una preghiera”, a testimoniare l’importante contributo corale offerto dal gruppo di lavoro eterogeneo che si è occupato di allestire il Festino in poco tempo. Con la direzione artistica di Maurizio Carta, prorettore dell’Università di Palermo, il comitato è stato formato dall’Università degli Studi di Palermo, dalla Fondazione Teatro Massimo di Palermo, dall’Accademia delle belle arti di Palermo, dalla Fondazione Teatro Biondo di Palermo, dal conservatorio Alessandro Scarlatti, dalla Fondazione Federico II, dalla Fondazione The Brass Group e dalla Fondazione Sant’Elia. Come di consueto, il carro in onore di Santa Rosalia sfilerà il 14 luglio lungo il Cassaro attraverso un percorso musicale “a stazioni”, partendo da Porta Nuova-Palazzo Reale, e scendendo corso Vittorio Emanuele facendo tappa dalla Cattedrale, a Piazza Vigliena (Quattro Canti), all’incrocio con via Roma, quindi alle Mura delle Cattive per poi arrivare al Palchetto della Musica dove di lì a poco sarà la volta dei fuochi d’artificio.
“Questa direzione artistica corale – ha commentato Maurizio Carta, coordinatore del Comitato artistico-istituzionale – è l’occasione per riattivare il tavolo di lavoro di Palermo capitale della cultura 2018, potente comunità culturale e creativa per co-progettare il futuro di questa città”. Il gruppo di lavoro per il Festino numero 398 sarà permanente e già all’opera per la prossima edizione e, soprattutto, per i 400 anni della festa della “Santuzza” che saranno celebrati nel 2024.
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(ITALPRESS).