PALERMO (ITALPRESS) – L’Aula Magna della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia “San Giovanni Evangelista” ha ospitato ieri pomeriggio, venerdì 17 luglio, un momento di riflessione interdisciplinare in occasione della presentazione della Lettera Enciclica di Leone XIV, dal titolo “Magnifica Humanitas. Sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”.
L’evento, organizzato in stretta sinergia con l’Accademia Internazionale dell’Ordine di San Lazzaro, ha visto la partecipazione di massime autorità istituzionali, tra cui il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, “a testimonianza della rilevanza strategica e sociale del tema trattato”, si legge in una nota.
I lavori sono stati aperti da don Vito Impellizzeri, preside della Facoltà Teologica, che ha sottolineato come la Facoltà si sia fatta co-organizzatrice per offrire un contributo concreto al bene comune: “Questa enciclica è un darsi della Chiesa Cattolica come contributo alla costruzione della città degli uomini, è un vero passo di dottrina sociale. La facoltà si pone in sintonia intera con il Magistero di Leone, non soltanto con i suoi contenuti, ma con il suo stile di governo”.
Il dibattito ha toccato il cuore dell’amministrazione giudiziaria e del diritto. Il procuratore regionale della Corte dei conti per la Sicilia, Pino Zingale, ha evidenziato l’insostituibilità dell’elemento umano: “Il libero convincimento del giudice non potrà mai essere dell’intelligenza artificiale, che agisce sulla base di algoritmi che non tengono conto di tanti elementi che fanno parte della natura umana”.
Sulla stessa linea, il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) di Palermo, Giuseppe Tango, ha rimarcato la ricchezza del testo papale su temi come la giustizia sociale e il salario giusto: “Serve una riserva di umanità che deve comunque essere presente per garantire una giustizia più giusta di fronte alle sfide della tecnologia”.
Un focus fortemente innovativo è stato espresso dall’avvocato Nino Caleca (Unione Giuristi Cattolici di Palermo), che si è soffermato sul superamento della dicotomia tra pubblico e privato introdotta dal Pontefice: “Un bene è comune quando non appartiene a nessuno ma appartiene a tutti, come il mare o le spiagge. Questo concetto è destinato ad avere un’importanza fondamentale nel mondo giuridico e consente una rivincita della cultura cattolica rispetto alla visione della sola mano pubblica”.
L’incontro ha offerto una panoramica trasversale unica, unendo le voci della medicina, con il professore Antonino Agrusa, del diritto amministrativo, con il professore Nicola Gullo, e dell’avvocatura cassazionista con l’avvocato Michele Cimino, tracciando “linee guida fondamentali affinché lo sviluppo tecnologico resti saldamente ancorato alla tutela della dignità umana”.
-Foto Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia-
(ITALPRESS).






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