• La festa di San Sebastiano a Melilli nel Registro delle Eredità immateriali della Sicilia
  • La decisione della Commissione di valutazione della Regione
  • Le celebrazioni si tengono nel mese di maggio
  • L’amministrazione punta al riconoscimento Unesco

“A festa i Maju”, il rito che celebra la festa patronale di San Sebastiano entra a far parte del Reis,
il registro che raccoglie le Eredità immateriali della Sicilia. E’ quanto deliberato  dalla Commissione di valutazione istituita dall’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà. Le Eredità Immateriali, definite dall’Unesco Intangible Cultural Heritage, sono l’insieme delle pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e tecniche che le comunità riconoscono come parte del loro patrimonio culturale.

La storia

La storia del miracolo di San Sebastiano ha origine alla fine dell’aprile del 1414 quando una nave, proveniente dall’Adriatico, naufragò sull’isola Magnisi. Non ci furono vittime e i naufraghi attribuirono questo eccezionale accadimento alla statua di San Sebastiano, contenuta in una cassa trasportata nella nave. La notizia dell’evento giunse presto al vescovo di Siracusa che, con il popolo in processione, si recò subito sul posto al fine di portare la statua presso la sede arcivescovile.

La festa nel 2022

L’amministrazione pensa al 2020 quando ritornerà  la  “Festa I Maju” 2022 con una rilevanza con i fuochi d’artificio, i “nuri”, i tamburelli, la statua, le grida “o Santu Nostru” di Melilli.

“Obiettivo Unesco”

“Stiamo procedendo  verso il recupero della nostra identità territoriale e questo porta ad un riconoscimento totale del nostro brand, “Melilli, Terrazza degli Iblei, e delle nostre tradizioni” dice l’assessore alla cultura e al turismo Rosario Cutrona. Per il sindaco, Giuseppe Carta “Grazie a questo riconoscimento,  si accelera il processo di riconoscimento Unesco della nostra festa. Oggi è un giorno conclude il sindaco di Melilli, Giuseppe Carta –  di giubilo per la nostra comunità, per il nostro Santo Patrono e per il nostro Santuario”.